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giovedì 12 Febbraio 2026
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Crisi climatica e laghi in sofferenza: dal Trasimeno un appello al Governo per attuare il Piano Nazionale di Adattamento

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Prima Pagina - AdnKronos

È dal cuore dell’Umbria, sulle sponde del lago Trasimeno, che Legambiente ha voluto lanciare un nuovo, deciso monito al Governo: serve agire subito contro la crisi climatica. Lo ha fatto nel corso della tappa umbra della Goletta dei Laghi, giunta alla ventesima edizione, attraverso un evento nazionale che ha visto convergere l’attenzione su uno degli ecosistemi lacustri più delicati d’Italia. Al centro dell’iniziativa, l’urgenza di dare finalmente piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato a dicembre ma ancora in attesa di essere concretamente messo in opera.

Secondo quanto riportato da Legambiente, il cambiamento climatico sta trasformando profondamente i laghi italiani, alterando equilibri ecologici consolidati e mettendo a rischio sia la biodiversità che le attività economiche che da secoli ruotano intorno a queste acque interne. I dati microbiologici raccolti durante i monitoraggi della Goletta dei Laghi hanno mostrato che, almeno per quanto riguarda i laghi Trasimeno e Piediluco, tutti i punti analizzati rientrano nei limiti di legge per quanto concerne Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Un risultato che dimostrerebbe come l’attenzione e il controllo possano portare a una qualità delle acque soddisfacente.

Tuttavia, Legambiente ha sottolineato che il rispetto dei parametri microbiologici non basta a garantire la salute complessiva degli ecosistemi lacustri, messi sotto pressione da temperature dell’acqua in aumento, instabilità nei livelli idrici, proliferazioni algali e alterazioni degli equilibri ecosistemici. Si è osservato, infatti, che i laghi alpini rischiano una perdita di specie e l’arrivo di organismi originari di quote più basse, mentre i grandi laghi del Nord potrebbero subire danni da fioriture microalgali e cianobatteriche. Al centro e al Sud, invece, il problema maggiore è il calo del livello delle acque, che mette in pericolo i laghi più bassi e la biodiversità che essi ospitano.

Legambiente ha definito il Trasimeno un simbolo evidente di queste criticità. Poco profondo, con limitati ricambi idrici e soggetto da tempo a forti pressioni turistiche e agricole, il lago rappresenterebbe un ecosistema già fragile, reso ancora più vulnerabile dalle dinamiche del riscaldamento globale. Andrea Minutolo, responsabile scientifico nazionale dell’associazione ambientalista, ha ricordato che l’adattamento climatico non può più essere rinviato, poiché è necessario non solo per proteggere gli ambienti naturali, ma anche per sostenere settori come agricoltura, turismo e acquacoltura, fortemente dipendenti dalla risorsa idrica.

La questione è stata discussa anche nel convegno “Trasimeno e cambiamento climatico: adattare il presente per guardare al futuro”, in programma alla Torre dei Lambardi di Magione. Durante l’incontro, Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, ha evidenziato come proprio il Trasimeno possa diventare un laboratorio nazionale per applicare le strategie previste dal PNACC, a patto che si superino le attuali carenze normative, economiche e di coordinamento. Per Zara, strumenti come i Contratti di Lago, gli osservatori territoriali e il coinvolgimento delle comunità locali potranno funzionare solo se inseriti in una strategia nazionale organica, coerente e duratura.

Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici prevede, tra le altre cose, il recupero delle sponde lacustri, la lotta alle specie invasive, un monitoraggio ecologico più capillare, e lo sviluppo di piani locali di adattamento. In esso è contenuta anche la proposta di migliorare la capacità di trattenere acqua nelle aree rurali, rafforzare le connessioni tra corpi idrici e ottimizzare le infrastrutture esistenti. L’obiettivo resta quello di offrire risposte concrete sia alle sfide ambientali, sia alle esigenze delle attività economiche. Legambiente ha ricordato che l’agricoltura sta già risentendo delle ridotte rese e dei cambiamenti nei cicli produttivi, mentre l’acquacoltura, in particolare quella legata alla trota nel Nord Italia, è penalizzata dal deterioramento della qualità delle acque. Il turismo, infine, è sempre più esposto a una stagionalità alterata e imprevedibile.

Per quanto riguarda i monitoraggi, sul lago Trasimeno sono stati analizzati cinque punti: il torrente Anguillara, la foce del torrente Paganico, il fosso Macerone, il canale di scarico del depuratore Tuoro/Passignano e il canale di Tuoro in località Punta Navaccia. Tutti i campioni sono risultati entro i limiti. Particolarmente interessante è stata l’analisi continuativa del canale di scarico del depuratore di Tuoro, monitorato da marzo a luglio. I dati hanno mostrato un’oscillazione nelle temperature (tra 13,9° e 25°C) e nei livelli di ossigeno disciolto (tra 4,78 mg/L e 7,93 mg/L), confermando la vulnerabilità del lago ai cambiamenti ambientali, nonostante la qualità microbiologica sia generalmente buona.

Anche il lago di Piediluco ha restituito risultati positivi nei tre punti campionati: la foce del rio Medio Nera, il punto presso Armeno Armeni e la foce del rio Fuscello. In particolare, è stato osservato che le concentrazioni di composti azotati rimangono contenute, indicando una buona qualità anche dal punto di vista chimico.

Le analisi sono state svolte da tecnici e volontari di Legambiente, secondo un protocollo scientifico che prevede la conservazione dei campioni in barattoli sterili, refrigerati e analizzati entro 24 ore dal prelievo. I giudizi si basano sui limiti fissati dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione: i campioni vengono definiti “inquinati” o “fortemente inquinati” in base al superamento di soglie specifiche di Escherichia coli e Enterococchi intestinali. Tuttavia, è stato precisato che i risultati non equivalgono a una certificazione della balneabilità, in quanto i punti di prelievo vengono scelti per la loro potenziale esposizione a fonti di contaminazione, come scarichi e foci.

Dal Trasimeno all’intero Paese, il messaggio di Legambiente è chiaro: senza un cambiamento deciso e immediato, anche i laghi oggi “in salute” potrebbero presto pagare un prezzo molto alto. L’adattamento climatico non è più solo un’opzione, ma una necessità urgente.

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