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martedì 10 Marzo 2026
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Piccoli comuni e aree interne: a Paciano confronto su sviluppo e spopolamento

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Prima Pagina - AdnKronos

Politiche abitative, lavoro, servizi e contrasto allo spopolamento sono stati al centro dell’incontro “Il ruolo dei Piccoli Comuni nelle strategie per il futuro delle aree interne”, organizzato da Anci Umbria e dal Comune di Paciano giovedì 18 settembre nella sala Baldeschi del Comune. Un tema rilevante per la regione: 59 Comuni umbri su 92 rientrano nelle aree interne, suddivisi in cinque zone.
Tra gli amministratori presenti, Simona Meloni, assessore regionale al Pnrr e alle politiche delle aree interne, Cristian Betti, consigliere regionale, Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino. Numerosi anche gli interventi spontanei, a testimonianza dell’interesse suscitato dal tema.

L’incontro è stato aperto e moderato da Federico Gori, presidente di Anci Umbria, che ha sottolineato l’importanza del confronto tra tutte le aree interne della regione. “L’iniziativa – ha spiegato Gori – nasce dall’esigenza di costruire un modello unitario e condiviso, individuando tematiche prioritarie che dovranno tradursi in azioni concrete per tutti i territori. Siamo consapevoli delle difficoltà che caratterizzano le aree interne, ma vogliamo affrontarle con lungimiranza, trasformandole in opportunità”. Gori ha poi ricordato il ruolo di Anci Umbria e della Regione: “Con questo lavoro vogliamo tracciare linee chiare, che vedranno i Comuni protagonisti dei prossimi passaggi”.

Il sindaco di Paciano, Luca Dini, ha evidenziato la necessità di proporre idee concrete e valorizzare i piccoli Comuni: “È importante fissare l’attenzione sui servizi e su tutte quelle attività che devono essere valorizzate per poter mantenere un presidio territoriale fondamentale”.
Remiglio Venanzi, sindaco di Polino e coordinatore dei Piccoli Comuni di Anci Umbria, ha ribadito: “Dobbiamo entrare nello specifico senza perdere tempo. I nostri Comuni hanno bisogno di norme che agevolino e snelliscano le amministrazioni”.

Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro e coordinatore nazionale Anci Piccoli Comuni, ha spiegato: “Rigenerare i piccoli Comuni significa rigenerare l’intero Paese. Parliamo di politiche concrete, strutturali e condivise, per attrarre nuovi residenti, sostenere giovani, famiglie, lavoratori e turisti, rafforzare le attività economiche di prossimità e migliorare la qualità della vita”. Santoni ha citato il protocollo tra Anci e Inps, volto a ridurre il divario digitale e garantire accesso ai servizi essenziali anche nei territori più marginali.

Il panel sulle strategie territoriali in Umbria ha visto gli interventi dei cinque capofila delle aree interne regionali. Roberta Tardani, sindaca di Orvieto, ha parlato della necessità di migliorare trasporti e servizi per contrastare lo spopolamento nell’area Sud Ovest Orvietano. Antonino Ruggiano, sindaco di Todi, ha sottolineato che “la strategia delle aree interne deve partire dal basso, dai singoli Comuni portatori di esigenze diverse”.

Marco Emili, vicesindaco di Cascia, ha evidenziato l’importanza di una struttura solida per programmare lo sviluppo in Valnerina. Vittorio Fiorucci, sindaco di Gubbio, ha insistito sulla necessità di unire servizi e progettazione per rendere la regione più competitiva. Matteo Burico, sindaco di Castiglione del Lago, ha descritto il progetto Snai dell’Unione dei Comuni del Trasimeno come un modello di cooperazione e pianificazione condivisa.

Sul ruolo della Regione è intervenuta Cristiana Corritoro, dirigente del Servizio Programmazione Generale: “La vera sfida delle aree interne è mettere insieme i servizi alla cittadinanza e fare in modo che i territori siano protagonisti del cambiamento. È importante anche strutturare gli uffici delle aree interne per intercettare risorse e opportunità”.
Pierluigi Vinai, direttore generale Anci Liguria, ha aggiunto online: “Servono competenze amministrative e coordinamento: Anci Umbria può fungere da cabina di regia per i Comuni”.

Le conclusioni sono state affidate a Simona Meloni, assessore regionale, che ha ricordato come l’Umbria abbia stanziato 60 milioni di euro per progetti specifici nelle aree interne. “Parlare di aree interne significa parlare del cuore verde della nostra regione – ha detto – Lavoreremo per tutelare la bellezza dell’Umbria, i paesaggi, la qualità della vita, le economie locali e i prodotti tipici, rigenerando le piccole comunità e attrarre nuova popolazione”.

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