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sabato 18 Aprile 2026
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Casamaggiore, appello dei cittadini: “Non vogliamo diventare un borgo fantasma”

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Prima Pagina - AdnKronos

Da seicento a cento abitanti. È questo il drammatico bilancio demografico di Casamaggiore, frazione di Castiglione del Lago che insieme alla vicina Frattavecchia rischia di trasformarsi in un borgo fantasma. Ma i pochi residenti rimasti non hanno intenzione di arrendersi e lanciano un appello alle istituzioni attraverso l’associazione “La Voce dei Cittadini”.

Il declino di una comunità

Prima della seconda guerra mondiale Casamaggiore era una comunità vivace: due generi alimentari, il barbiere, il fabbro, il falegname e, fino al 1970, anche la scuola elementare. Oggi la realtà è ben diversa. Come denunciano Daniz Lodovichi e Pierino Bernardini, firmatari di un documento che denuncia la situazione, gli abitanti “si sentono abbandonati, sono inascoltati dalle istituzioni locali che fanno solo promesse in campagna elettorale”.

Eppure la comunità non si arrende. “Per rivitalizzare la frazione, ce la mettono tutta e hanno progetti”, sottolineano i due cittadini, che hanno richiesto l’intervento dell’associazione “La Voce dei Cittadini” per “dare nuove prospettive” e fare in modo che Casamaggiore e le altre frazioni “abbiano il giusto riconoscimento e decoro, per invertire il trend di spopolamento ed esercitare un valore aggiunto alla promozione turistica e l’economia locale”.

La “collana di perle” da valorizzare

Lodovichi e Bernardini ricordano che ogni frazione del comune “ha le sue peculiarità, la sua storia, le sue tradizioni, le sue bellezze”, incastonate in un paesaggio che lo stesso Piano Regolatore Generale ha definito “collana di perle”.

Al centro delle preoccupazioni c’è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, gioiello barocco del 1630 fatto costruire dal Duca Fulvio della Corgna. Dopo il restauro del tetto nel 2013, finanziato con fondi raccolti dal comitato “Pro Chiesa” perché quelli della Diocesi di Perugia erano insufficienti, dal 2019 l’edificio è chiuso per problemi strutturali dell’adiacente canonica. I parrocchiani non si arrendono: per sabato 27 settembre è in programma una cena di raccolta fondi per il restauro del portone e l’acquisto di reti per impedire ai piccioni di entrare dalle finestre rotte della canonica.

Il “Piscino” e la memoria storica

Altro elemento di grande valore è la fonte del “Piscino”, situata a circa 800 metri dall’abitato su terreno ex comunanze agrarie, oggi proprietà comunale. Fino al 1972, anno dell’arrivo dell’acquedotto da Castiglione del Lago, ha fornito acqua per usi civili e per abbeverare gli animali.

Prima della guerra, il Podestà conte Paolo Paolozzi, che abitava nella frazione con la consorte principessa Beatrice Strozzi, fece costruire lavatoi con sei postazioni e un abbeveratoio. Oggi queste strutture storiche “sono nascosti da una folta vegetazione e andrebbero riportati in vista e ristrutturati”, denunciano i firmatari. Nei pressi della fonte si trovano anche 12 rifugi della seconda guerra mondiale, menzionati nel libro “La battaglia dimenticata”.

Le richieste al Comune

Tra gli interventi urgenti segnalati c’è anche la messa in sicurezza del monumento ai caduti della prima guerra mondiale, inaugurato nel 1922 al centro di Casamaggiore. Qualche mese fa l’amministrazione comunale è stata sollecitata per interventi di manutenzione della scalinata di accesso e per eliminare la criticità causata da “un muretto a sbalzo che ha provocato diversi pericolosi inconvenienti”.

“La comunità di Casamaggiore sta dimostrando impegno e attaccamento alla propria frazione, richiede interventi di riqualificazione e messa in sicurezza”, concludono Lodovichi e Bernardini, auspicando che la chiesa venga riaperta al più presto e che i luoghi storici come il Piscino possano essere visitati da chi torna in paese e dai turisti delle strutture ricettive locali, “quando i figli dei contadini di allora e loro nipoti tornano a Casamaggiore” e vogliono rivivere la memoria dei loro bisnonni.

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