Un’estate all’insegna della condivisione, della scoperta di sé e del territorio. È quella vissuta dai giovani ospiti della Comunità Educativa per minori “Il Terzo Tempo” di Tuoro sul Trasimeno, gestita dalla Cooperativa Sociale Polis. Un programma ricco di esperienze pensato per coniugare divertimento, educazione e inclusione per gli otto ragazzi accolti nella struttura, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni.
Un’estate costruita insieme ai ragazzi
“Vogliamo che questa estate sia un momento di serenità e scoperta”, spiegano gli educatori della comunità. “Costruiamo insieme ai ragazzi, con proposte che vengano da loro e che non siano calate dall’alto. L’obiettivo è coinvolgerli in attività da costruire nel tempo, che siano stimolanti e diverse dai classici contesti scolastici o sportivi”.
Il calendario estivo è stato fitto di appuntamenti pensati per sviluppare competenze relazionali, senso di responsabilità e autostima. Tra i momenti più significativi, le grigliate di comunità e il giro pizza di Ferragosto con vista lago hanno rafforzato i legami tra ragazzi e educatori. L’esperienza di volontariato con il canile di Ossaia ha avvicinato i giovani al mondo degli animali, insegnando il valore della responsabilità e della cura verso gli esseri viventi.
Particolarmente importante il soggiorno di tre giorni al mare, svolto dal 25 al 27 agosto, che ha rappresentato un’occasione preziosa per sperimentare l’autonomia in un contesto protetto e nuovo. Non sono mancate attività di riqualificazione degli spazi comuni della casa, per renderla “un po’ più nostra” e dare ai ragazzi un senso di appartenenza e responsabilità.
La vendemmia come strumento di inclusione
Un capitolo speciale è dedicato al progetto “La Vendemmia”, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Symposium. L’iniziativa ha trasformato i vigneti del territorio trasimenico in una vera e propria palestra di inclusione e condivisione, unendo il valore del lavoro manuale alla bellezza della vita di gruppo.
“I nostri ospiti hanno partecipato alla raccolta dell’uva, trascorrendo giornate immerse nel verde. È stata una sana fatica alternata a occasioni di gioco e socialità, come il pranzo in vigna”, racconta Ileana Forneris, educatrice della Cooperativa Polis. “L’esperienza è stata così positiva che i ragazzi hanno chiesto di rifarla. Attività come queste, insieme al nostro piccolo laboratorio di falegnameria o all’orto con piante officinali, mostrano come le tradizioni locali possano diventare un potente veicolo di educazione e coesione”.
Il progetto mira a favorire l’inclusione sociale attraverso un’attività concreta, promuovendo l’apprendimento pratico e aumentando l’autostima dei partecipanti. Un percorso che insegna il valore della pazienza e della fatica, in un ciclo naturale che dalla cura porta al risultato.
La quotidianità come strumento educativo
La vita alla comunità “Il Terzo Tempo” si costruisce anche nei momenti informali, progettati sulle esigenze dei ragazzi. Dalla preparazione di dolci – per cui scelgono le ricette, fanno la spesa e cucinano in autonomia – alle serate cinema con popcorn e film, completamente gestite dai giovani che allestiscono tutto e, al termine, riordinano.
“Queste esperienze non sono solo divertimento”, sottolinea la Cooperativa Polis. “Sono veri e propri strumenti educativi che aiutano i ragazzi a sviluppare competenze relazionali, senso di responsabilità e autostima, in un’ottica di preparazione al futuro”.
Questi momenti sono parte integrante di un progetto educativo più ampio dell’area Minori e Politiche Giovanili della Cooperativa Polis, che da anni opera in Umbria per offrire a ragazzi in situazioni di fragilità un ambiente sicuro, educativo e inclusivo, come stabilito dal Tribunale dei Minori.



