Inaugurata a Città della Pieve in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la mostra personale “Resilienza” di Anna Izzo a cura di Roberta Melasecca. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 30 aprile 2026, propone 15 sculture allestite nel Chiostro al piano terra di Palazzo della Corgna.
L’arte come strumento di educazione
«Di fronte alla violenza contro le donne non possiamo più permetterci silenzi – scrive Fausto Risini, sindaco di Città della Pieve – Ogni storia spezzata ci appartiene, ci riguarda, ci chiama a un’assunzione profonda di responsabilità umana. Le opere di Anna Izzo ci ricordano che la fragilità e la forza convivono in ciascuno di noi – ha aggiunto Risini – e che solo riconoscendole possiamo costruire comunità più attente e più giuste».
Le opere utilizzano materiali dalla forte valenza simbolica: ferro e bronzo, scelti per la loro durabilità e resistenza. «Donne trafitte, uccise, torturate ma sempre fiere, mai piegate, libere nella loro anima – ha dichiarato Anna Izzo – urlano la loro dignità, guardano il cielo con coraggio: il loro seno materno, seppur incatenato, parla di vita, di amore, di tenerezza».
Dalla sensibilizzazione all’educazione
La curatrice Roberta Melasecca propone una riflessione profonda sul ruolo dell’arte nel contrasto alla violenza di genere. «Anno dopo anno reiteriamo le narrazioni del momento storico in cui viviamo – scrive Melasecca – Organizziamo eventi, mostre, cortei, conferenze ma, poi, tutto rimane immobile».
«Basta usare la parola “sensibilizzazione”. La società alla deriva impone un impegno diverso. Dobbiamo ricominciare ad educare – ha sottolineato la curatrice – attraverso lo scardinamento delle convenzioni, quelle che impediscono di parlare di sentimenti, di emozioni, di perdite, di vulnerabilità».
Le sculture come metafora di rinascita
Le 15 sculture esposte rappresentano un percorso simbolico che attraversa la fragilità, la caduta e la ferita come possibilità di rinascita. «Le 15 sculture attraversano la fragilità come spazio generativo, la caduta come gesto di ricomposizione, la ferita come soglia di rinascita – ha spiegato Melasecca – non cercano la consolazione, ma la consapevolezza».
L’artista
Anna Izzo, nata a Taranto e cresciuta a Sorrento nell’ambiente artistico del padre gallerista, vive e lavora tra Roma e Siena. Ha esposto in Italia e all’estero, dalle gallerie di Hollywood e New York ai palazzi storici italiani, ricevendo numerosi riconoscimenti tra cui il premio Gran Maestro e il premio Taras per l’arte. Le sue sculture monumentali sulla violenza di genere sono state installate in diverse città italiane, da Capri a Fiumicino, da Arezzo a San Quirico d’Orcia.
La mostra sarà visitabile dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00 presso il Chiostro di Museo Palazzo della Corgna in Piazza Antonio Gramsci.



