Giuseppe Tornatore porta al cinema la storia di Brunello Cucinelli con “Il visionario garbato”, documentario che sarà nelle sale italiane il 9, 10 e 11 dicembre con 01 Distribution. La presentazione si è tenuta ieri al Teatro dell’Opera di Roma davanti a una sala strapiena, anche di stampa estera, con la presenza del premio Oscar Nicola Piovani, dello stesso Cucinelli e di Saul Nanni che lo interpreta da giovane.
Parterre di stelle alla premiere
All’evento hanno partecipato numerose personalità del mondo della politica, dello spettacolo e della moda. Presente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a star internazionali come le attrici Jessica Chastain e Ava DuVernay, l’attore Jeff Goldblum e Jonathan Bailey. Il cinema italiano era rappresentato da Matilda De Angelis, Alessandra Mastronardi, Anna Foglietta e Claudio Santamaria. Tra i volti noti anche la top model Bianca Balti e Poppy Delevingne.
A testimoniare il legame con il territorio umbro erano presenti anche diversi amministratori locali: il sindaco di Corciano Lorenzo Pierotti, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il sindaco di Magione Massimo Lagetti e il sindaco di Passignano Sandro Pasquali.
La genesi del progetto
«All’inizio ho preso le distanze, ero restio, mi sono defilato, ma lui, credetemi, riesce sempre ad ottenere quello che vuole – ha raccontato Giuseppe Tornatore in conferenza stampa – in fondo questo è l’elemento centrale di tutta la sua vita». Il regista ha spiegato che la vita avventurosa e originale del fondatore dell’azienda tessile specializzata nel cachemire è stata impossibile da rifiutare.
«La cosa che poi mi ha convinto – ha aggiunto Tornatore – è il fatto che è stato un ragazzo che non trovava la sua strada, non sapeva che fare e poi invece è riuscito ad avere successo. Un elemento che può essere un buon input per i ragazzi di oggi».
Dal borgo umbro al successo mondiale
Basato sulla contaminazione tra documentario e finzione, il film ripercorre i luoghi e i momenti chiave della parabola esistenziale di Cucinelli: dall’infanzia nella campagna umbra in una famiglia di contadini molto povera fino al borgo di Solomeo, trasformato nel simbolo di un capitalismo umanistico. Oggi l’imprenditore è al trentatreesimo posto tra i più ricchi d’Italia.
Il capitalismo umanistico
«Abbiamo bisogno che il capitalismo contemporaneo trovi equilibrio fra profitto e dono – ha dichiarato Brunello Cucinelli – Dobbiamo creare il giusto profitto per gli investitori e i giusti stipendi per i dipendenti». L’imprenditore ha sottolineato che serve «un capitalismo contemporaneo che sia umanistico» con «salari leggermente migliori e luoghi di lavoro migliori».
Cucinelli ha ricordato che «il 20% degli utili del gruppo Cucinelli vanno alla Fondazione» che investe in attività benefiche fra cui il restauro di monumenti e teatri come il Teatro Morlacchi di Perugia.
La sfida cinematografica
Durante la presentazione è emersa anche una proposta inattesa. «Sono pronto a produrre un film di Giuseppe Tornatore, ma deve essere un film d’amore, deve far piangere e mi deve piacere – ha annunciato Cucinelli – Dobbiamo tornare alle grandi storie che hanno reso grande il nostro cinema. È un impegno preso qui davanti a tutti voi». L’imprenditore ha poi rivelato: «Il film della mia vita è Nuovo Cinema Paradiso».
L’orgoglio della regione
«È stato un piacere e un orgoglio assistere alla prima mondiale del film – ha affermato Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria – Un piacere perché racconta la storia di un imprenditore che, grazie alla sua intelligenza, alla sua laboriosità e alla sua lungimiranza, è riuscito dal nulla a costruire uno dei brand più rinomati al mondo».
La presidente ha ricordato il recente riconoscimento a Cucinelli ai British Fashion Awards 2025 come stilista dell’anno, l’Outstanding Achievement Award assegnato dalla British Fashion Council di Londra. «Con la sua instancabile attività – ha concluso Proietti – porta ovunque l’eleganza di Solomeo e l’anima dell’Umbria: il rispetto per il lavoro, la cura dei dettagli, l’idea che lo sviluppo economico possa e debba convivere con dignità, bellezza e armonia».





