Ha preso di mira l’auto del titolare del ristorante dove lavora, ha sfondato il parabrezza a martellate e ha portato via l’incasso di tutto il periodo natalizio: una donna è stata denunciata in stato di libertà per furto aggravato su autovettura dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città della Pieve.
L’intervento è scattato dopo la richiesta d’aiuto del proprietario del locale al 112, Numero Unico di Emergenza, che ha segnalato un soggetto intento a colpire con un martello il parabrezza della sua autovettura parcheggiata nei pressi del ristorante, per poi allontanarsi a piedi.
Secondo quanto riferito ai militari, il danneggiamento era servito al ladro per entrare nell’abitacolo e impossessarsi di una borsa nascosta sotto il sedile, dove erano custodite alcune migliaia di euro, frutto dell’incasso dell’attività commerciale non ancora versato in banca per via delle festività.
Durante i primi accertamenti, i Carabinieri hanno repertato diverse tracce di sangue lasciate dal responsabile del furto e acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza del parcheggio.
Dalle immagini è emerso un soggetto dall’aspetto goffo, con in mano un martello da carpentiere, vestito da uomo ma con fattezze e forme femminili, particolare che ha indirizzato i sospetti verso una dipendente del ristorante, già nota alle forze dell’ordine e con caratteristiche fisiche compatibili con quelle riprese dalle telecamere.
Sotto il coordinamento del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Perugia, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno quindi perquisito l’abitazione della sospettata.
In casa sono stati rinvenuti e sequestrati sostanza stupefacente del tipo cocaina, parte della refurtiva e tutti i capi di abbigliamento indossati dalla donna per mettere a segno il furto.
Nel raccogliere la denuncia del ristoratore, i Carabinieri hanno inoltre appreso che solo pochi mesi fa la stessa dipendente era stata ripresa mentre occultava le mance destinate a tutti i colleghi, episodio sul quale il titolare aveva scelto allora di soprassedere per concederle un’occasione di ravvedimento.
La posizione dell’indagata è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare il quadro probatorio raccolto dai militari e le eventuali contestazioni a suo carico.





