Fratelli d’Italia chiede chiarezza all’amministrazione comunale di Passignano sul Trasimeno in merito al convegno sulla legalità previsto presso l’Istituto “Dalmazio Birago”, che vede la partecipazione di un esponente della CGIL in orario scolastico con il Comune tra i soggetti organizzatori. L’intervento arriva dal presidente provinciale Alessandro Moio, a seguito di un’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di opposizione insieme a Lega e Forza Italia.
«L’educazione alla legalità è un valore fondamentale e pienamente condiviso – ha dichiarato Moio – ma non può e non deve trasformarsi nel veicolo per introdurre visioni politiche o sindacali unilaterali nelle aule scolastiche». Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia ha sottolineato che la scuola pubblica deve rimanere un luogo di formazione critica, aperto al pluralismo e alla libertà di pensiero.
Secondo Moio, l’iniziativa solleva interrogativi sulla neutralità dell’istituzione scolastica. «È legittimo domandarsi chi abbia autorizzato la presenza di un rappresentante di un’organizzazione sindacale storicamente e politicamente schierata, e sulla base di quali valutazioni – ha rimarcato –. In assenza di contraddittorio, iniziative di questo tipo rischiano di compromettere la neutralità dell’istituzione scolastica e di minare la fiducia delle famiglie».
Il convegno, organizzato con il patrocinio del Comune, ha portato tra i banchi dell’istituto comprensivo di Passignano un rappresentante della Confederazione Generale Italiana del Lavoro per parlare di temi legati alla legalità. La scelta ha innescato la reazione delle forze di centrodestra, che hanno presentato un atto formale per ottenere spiegazioni dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sandro Pasquali.
«Fratelli d’Italia, insieme alle altre forze di opposizione, continuerà a vigilare affinché la scuola resti autonoma da condizionamenti ideologici, nel rispetto del pluralismo e della libertà educativa – ha concluso Moio –. La legalità si insegna con l’esempio e con il confronto, non con messaggi a senso unico». L’interrogazione consiliare attende ora risposta ufficiale da parte dell’amministrazione comunale per chiarire le modalità organizzative e i criteri di scelta dei relatori.



