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venerdì 6 Marzo 2026
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Italia Nostra sul Trasimeno: troppi enti paralizzano il lago, servono gli stati generali

L'associazione denuncia la paralisi causata dalla proliferazione degli enti competenti e propone una sintesi istituzionale per riconciliare sviluppo economico e tutela ambientale

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Prima Pagina - AdnKronos

Il Lago Trasimeno è bloccato da una burocrazia frammentata e contraddittoria che impedisce anche la manutenzione ordinaria. A denunciarlo è Italia Nostra Perugia in un documento di analisi che punta il dito contro la moltiplicazione degli enti con competenze sovrapposte e chiede alla politica di convocare gli stati generali del bacino lacustre.

Sul lago esercitano competenze almeno quattordici soggetti istituzionali: Comuni, Provincia, Regione, Unione dei comuni, Agenzia forestale, Ente Parco, Carabinieri forestali, Autorità di bacino AUBAC (Autorità di bacino dell’Appennino Centrale), Arpa, Asl/Usl, Polizia ambientale, Polizia provinciale, Unione Europea – attraverso le designazioni ZPS (Zone di Protezione Speciale) e SIC (Siti di Importanza Comunitaria) – Università e un Commissario straordinario. Come ha testimoniato un “sindaco rivierasco” – scrive l’associazione – questa proliferazione rende impossibile spendere i fondi stanziati e garantire la manutenzione di base: sfalci, pulizia dei fossi, conservazione degli argini, dragaggi.

Proprio sui dragaggi l’associazione segnala un paradosso normativo di particolare gravità. Le misure di conservazione per il sito SIC IT 5210018 impongono «di trasferire i fanghi dei dragaggi in apposite vasche costruite ad almeno 25 metri dalla linea di costa»: un requisito di fatto inattuabile lungo le rive del lago. Il risultato è che le autorità preferiscono non intervenire, mentre il canale dell’Anguillara continua a trascinare nel lago «cospicue quantità di detriti e terra, provocando interramento, fenomeno in sé più grave della stessa penuria d’acqua».

«La politica – scrive Italia Nostra – nella sua consolidata bulimia di enti, uffici e girandola di finanziamenti connessi, negli anni ha accettato tutto e il contrario di tutto: il turismo, l’agricoltura ma anche il Parco, Sic e Zps e vincoli ultranaturalisti». Un’accusa diretta che fotografa la contraddizione tra indirizzi socioeconomici e naturalistici mai risolti.

Italia Nostra Perugia invita dunque la politica a «convocare stati generali del Trasimeno capaci della necessaria sintesi, sia di indirizzo sia istituzionale, così da convergere in unico strumento operativo su cui confluire ogni tipo di finanziamento». Un appello rivolto a tutta la classe politica locale e regionale, perché il lago torni a essere governato con una visione unica, capace di conciliare le esigenze delle comunità rivierasche con la tutela dell’ambiente.

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