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venerdì 6 Marzo 2026
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Rifiuti pericolosi e impianti abusivi a Tuoro: il NOE denuncia titolare d’azienda

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Prima Pagina - AdnKronos

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) di Perugia hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica un uomo di 57 anni del posto, amministratore unico di una società operante nell’area lacustre nel settore dell’estrazione e lavorazione di pietre da costruzione e arredamento. L’ispezione ha fatto emergere gravi violazioni delle normative ambientali e di sicurezza sul lavoro.

Il controllo è stato condotto in collaborazione con il personale del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) della U.S.L. “Umbria 1”. Secondo quanto reso noto dai militari, all’arrivo presso la struttura la situazione è apparsa subito allarmante: «i piazzali antistante e retrostante il capannone adibito all’attività erano completamente cosparsi da uno strato consistente di fango, tale da rendere difficoltoso il passaggio».

L’ispezione interna ha confermato le preoccupazioni iniziali. Accanto ai macchinari per la lavorazione della pietra sono stati rinvenuti «materiali assorbenti e filtranti insieme a stracci ed indumenti protettivi, il tutto contaminato da sostanze pericolose, quali olii minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione». Nelle stesse aree, sacchi di plastica contenevano «imballaggi contaminati da sostanze pericolose, senza alcuna cartellonistica che indicasse la natura e la pericolosità dei rifiuti».

Le criticità non si limitavano agli spazi aperti. La pavimentazione era ricoperta da un «consistente strato di polveri derivanti dal taglio e dalla successiva lavorazione della pietra», mentre all’interno di un sacco di plastica erano presenti «tubazioni intrise di olio dalle quali percolava un liquido scuro». I Carabinieri hanno inoltre riscontrato «alcune attrezzature non funzionanti, precedentemente utilizzate per la movimentazione del materiale lavorato» che, sebbene dismesse, «non erano state sottoposte a bonifica e, nonostante contenessero ancora i liquidi pericolosi, giacevano in stato di abbandono su cumuli di scarti di pietra e polveri».

Al termine del controllo, il legale rappresentante dell’azienda è stato deferito alla Procura della Repubblica di Perugia per aver «condotto un impianto con emissioni in atmosfera in assenza delle prescritte autorizzazioni, nonché per aver esercitato un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi». In considerazione dell’urgenza di adottare misure adeguate per prevenire il rischio di inquinamento ambientale, i Carabinieri del N.O.E. hanno proceduto al sequestro dei rifiuti, delle aree interessate e degli impianti, mediante l’apposizione dei relativi cartelli indicanti lo stato di sequestro.
Anche il personale dello SPSAL dell’U.S.L. Umbria 1 ha avviato accertamenti autonomi per le eventuali infrazioni amministrative e penali di propria competenza in materia di sicurezza sul lavoro.

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