Dopo anni di attese e di conta quotidiana del livello idrometrico, il Lago Trasimeno ha finalmente una nuova fonte d’alimentazione idrica strutturale. La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’assessore Simona Meloni hanno inaugurato l’impianto di adduzione dell’acqua dalla diga di Montedoglio al potabilizzatore di Tuoro sul Trasimeno, in quello che molti dei presenti hanno definito un momento storico per il bacino umbro.
All’inaugurazione hanno partecipato il capogruppo regionale del Partito Democratico Cristina Betti, gli amministratori locali del comprensorio lacustre e i rappresentanti della Struttura commissariale per l’emergenza idrica del Lago Trasimeno, dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, di Afor, dell’Ente Acque Umbre Toscane (Eaut), di Arpa e dell’Università degli Studi di Perugia.
Da oggi nel lago entrano 200 litri d’acqua al secondo, in modo continuativo durante tutto l’anno. Secondo le previsioni, questo apporto strutturale consentirà un innalzamento stimato di circa 10 centimetri l’anno del livello del Trasimeno. Un risultato lungamente atteso: a fine dicembre il lago si trovava a -170 centimetri rispetto allo zero idrometrico. Le piogge degli ultimi due mesi avevano già permesso un recupero di circa 30 centimetri, portando il livello attuale intorno ai -140.
L’impianto ha subito ritardi nei mesi scorsi a causa delle stesse precipitazioni, che avevano rallentato i lavori in cantiere. Il costo dell’opera si aggira attorno a un milione di euro, interamente finanziato dalla Struttura commissariale. Si tratta tuttavia solo della prima fase di un progetto più ampio: nei prossimi mesi è previsto il potenziamento del sistema nella zona di Paganico, nel territorio di Castiglione del Lago, mentre ulteriori contributi idrici potranno arrivare dal canale artificiale Maranzano.
L’apertura dell’impianto coincide con un momento particolarmente favorevole per la diga di Montedoglio. L’invaso, entrato in esercizio ordinario certificato lo scorso settembre dall’Eaut, ha superato con le piogge di gennaio e febbraio la quota di 391 metri sul livello del mare, considerata la soglia ottimale per la gestione ordinaria. Una condizione che garantisce la continuità del flusso verso il Trasimeno nelle settimane e nei mesi a venire.
Il piano complessivo punta a rendere strutturale l’apporto idrico al lago, superando la logica emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi anni. La sfida, ora, è consolidare i progressi già ottenuti e completare le fasi successive dell’intervento, trasformando una risposta all’emergenza in una soluzione di lungo periodo per uno dei bacini lacustri più importanti dell’Italia centrale.



