Un bilancio duro e senza sconti. Roberto Pinzo, capogruppo di Civica Piegaro, e la consigliera Francesca Peltristo hanno presentato una dettagliata analisi critica della situazione amministrativa del Comune di Piegaro puntando il dito su anni di immobilismo, scelte mancate e risorse sprecate.
«Da troppo tempo – hanno dichiarato – Piegaro e la Valnestore restano ancorati a posizioni statiche e passive, senza una visione da protagonisti capace di generare sviluppo, lavoro e prospettive per i nostri giovani».
Il documento tocca più fronti. Il primo è la Società Valnestore, nata per promuovere lo sviluppo economico della vallata con la partecipazione dei Comuni di Panicale e Piegaro, della Provincia di Perugia e della Comunità Montana Medio Tevere. La società ha invece accumulato debiti per diversi milioni di euro, poi ripianati con difficoltà dal consorzio Consenergia Green, proprietario del parco fotovoltaico, con macchinari ceduti alla Trafomec.
Capitolo a parte merita il Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta, che custodisce una delle più grandi collezioni di fossili animali e vegetali d’Europa. Un patrimonio di rilevanza non solo locale, ma regionale, nazionale e internazionale. Il museo, costato oltre 4 milioni di euro e inaugurato per due volte dall’allora presidente della Regione Catiuscia Marini, è rimasto aperto nei primi cinque anni soltanto 21 giorni. Problemi amministrativi, questioni ipotecarie, mancanza di elettricità e assenza di personale adeguatamente formato ne hanno impedito la valorizzazione.
Oggi la struttura è affidata al Polo Museale dell’Umbria, ma per Pinzo e Peltristo «non si è ancora riusciti a esprimere pienamente le potenzialità di un attrattore culturale che potrebbe essere centrale per il rilancio turistico dell’intera area».
Anche la Comunità Montana Medio Tevere ha pesato sulle finanze del territorio, con oltre 18 milioni di euro di esposizione debitoria e la tesoreria bloccata. La situazione è stata risolta grazie a un intervento della precedente amministrazione regionale, che ha unificato i beni immobiliari delle comunità montane umbre, evitando ricadute dirette sui Comuni.
Nel frattempo, il territorio ha perso piccole e medie imprese, i servizi bancari e postali si sono ridotti, e il saldo demografico resta negativo. Sul fronte delle cure, i cittadini sono spesso costretti a spostarsi nei comuni vicini per prestazioni sanitarie essenziali.
Il nodo più pesante, secondo l’opposizione, resta il contenzioso con Enel, avviato nel 2003. «Oggi si parla di una cifra che potrebbe superare il milione di euro, oltre agli interessi – sottolineano Pinzo e Peltristo –. Per anni si è scelto di limitarsi alla difesa legale senza assumere decisioni politiche forti e risolutive». Una situazione che da mesi tiene il Comune paralizzato, impedendo il cofinanziamento di progetti strategici come la Zona Economica Speciale o l’adesione al fondo per investimenti stradali.
Sul nuovo tentativo regionale di rilanciare la Valnestore, la Civica mantiene un cauto ottimismo. «Accogliamo con favore – dichiarano – il nuovo tentativo della Regione, insieme ad altri enti e università, di rilanciare la Valnestore. Lo abbiamo sempre auspicato e incoraggiato. Ma servono imprenditori pronti a investire davvero. Staremo a vedere».
La conclusione è un appello diretto alla comunità e alle istituzioni. «Lo diciamo da anni – concludono Pinzo e Peltristo – serve uno scatto di energia, determinazione e capacità di guida. Non si può amministrare restando in attesa del peggio. L’immobilismo e il non scegliere non pagano». E ancora: «Piegaro merita una guida capace di decidere, coinvolgere i cittadini e costruire una visione concreta di rilancio. È il momento di smettere di subire e iniziare a scegliere, con coraggio e responsabilità, per il futuro della nostra comunità».



