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giovedì 10 Settembre 2026
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Guardia medica di Panicale a rischio chiusura: l’appello alla Regione Umbria

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Prima Pagina - AdnKronos

La Guardia Medica di Panicale rischia la chiusura, e due consiglieri del territorio del Trasimeno chiedono risposte chiare e immediate alla Regione Umbria. A farsi portavoce dell’allarme sono l’ex consigliere piegarese Augusto Peltristo, ora capogruppo di Fare Perugia – Forza Italia, e Roberto Pinzo, capogruppo della lista civica Piegaro, che hanno indirizzato la propria richiesta alla presidente della Regione Proietti, alla direttrice sanitaria regionale Donetti e al direttore generale della ASL Umbria Ciotti.

«Le difficoltà della sanità umbra sono ormai evidenti da tempo e negli ultimi anni la situazione è ulteriormente peggiorata. La diminuzione del personale sanitario si sta traducendo in una riduzione concreta delle attività e dei servizi offerti ai cittadini», hanno dichiarato i due capigruppo.

Il punto di rottura più recente risale all’ultima notte del 2025: a Capodanno la Guardia Medica risultava assente in tutte le postazioni del distretto, lasciando l’intero comprensorio del Trasimeno privo di qualsiasi forma di assistenza. Una situazione che colpisce in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili della popolazione: anziani, disabili e cittadini con difficoltà di spostamento sarebbero i primi a subire le conseguenze di un’eventuale chiusura del presidio di Panicale.

«Se venisse confermata questa riduzione – hanno proseguito Peltristo e Pinzo – si determinerebbe un effetto a catena: meno presidi sul territorio significherebbe maggiore afflusso verso poche strutture rimaste operative, con il rischio di sovraccaricare medici, infermieri e personale sanitario, già oggi sottoposti a turni gravosi e a carichi di lavoro eccessivi. Una situazione che può incidere sulla qualità dell’assistenza e sulla tempestività delle diagnosi».

Il quadro regionale, secondo i due consiglieri, è già critico: sarebbero oltre 90.000 i cittadini umbri attualmente senza medico di base. In questo contesto, la chiusura di un presidio territoriale come quello di Panicale aggraverebbe ulteriormente una crisi strutturale, sottraendo proprio quella medicina di prossimità che dovrebbe invece essere potenziata per alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso.

«A fronte di oltre 90.000 cittadini umbri attualmente senza medico di base, non è più tempo di rinvii. È necessario assumere decisioni serie, responsabili e coraggiose per garantire il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione. La sanità deve essere garantita a tutti, senza distinzioni territoriali. I servizi non vanno ridotti, ma rafforzati», hanno sottolineato i capigruppo.

La richiesta alla Regione è duplice: chiarire ufficialmente le proprie intenzioni riguardo alla Guardia Medica di Panicale e presentare strategie concrete per contrastare il progressivo smantellamento della sanità territoriale nel Trasimeno. «La salute dei cittadini umbri non può diventare oggetto di tagli o ridimensionamenti. Serve un impegno concreto e immediato», hanno concluso Peltristo e Pinzo.

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