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sabato 17 Ottobre 2026
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Appennino centrale in crisi idrica: -81% di neve e lago Trasimeno a -1,70 metri

Nel 2025 precipitazioni al -12,5% e neve all’81% in meno: la scarsità d’acqua diventa tendenza strutturale e il Trasimeno tocca a novembre quota -1,70 metri

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Prima Pagina - AdnKronos

Siccità non più come emergenza episodica ma come condizione stabile, neve quasi assente e risorse idriche sempre più sotto pressione. È il quadro che emerge dal rapporto «Dati climatici e risorse idriche 2025» presentato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac), che descrive una situazione critica per l’intero distretto dell’Italia centrale e richiama con forza anche il territorio del lago Trasimeno.

Il documento definisce la scarsità idrica come una «tendenza strutturale» e «non più una sequenza di eventi eccezionali». Nel 2025 le precipitazioni complessive si sono attestate al -12,5% rispetto alla media storica, con punte ancora più negative in Abruzzo e Marche (–15%) e nel Lazio (–13%). A preoccupare non è soltanto la quantità d’acqua caduta, ma la sua distribuzione nel tempo: si sono registrati 843 eventi di pioggia intensa, spesso concentrati e violenti, che non consentono una corretta ricarica delle falde.

Il dato più allarmante riguarda però la neve, principale riserva idrica stagionale per fiumi, sorgenti e laghi. Nel 2025 il deficit nevoso è stato dell’81%, dopo l’83% registrato nel 2024; in alcune aree montane dell’Abruzzo si è arrivati fino al –99%. Il risultato è una drastica riduzione della quota d’acqua effettivamente immessa nel sistema idrico: la quantità che ha raggiunto le falde si è ridotta del 30% rispetto alla media storica.

Le conseguenze sono visibili anche nei bacini lacustri. Per il lago Trasimeno il rapporto segnala a novembre il raggiungimento del minimo storico, con il livello sceso a –1,70 metri. In sofferenza anche altri laghi dell’Appennino centrale, come il lago di Nemi, che ha toccato il livello più basso dell’ultimo decennio. Sul piano operativo, nel complesso del distretto nel 2025 sono stati necessari 1.312 interventi emergenziali in centinaia di comuni, il 60% dei quali in Abruzzo, a testimonianza di una pressione crescente sulla gestione dell’acqua potabile e sugli usi agricoli.

Le piogge abbondanti registrate tra gennaio e febbraio 2026, con anomalie del +190% nel Lazio, +146% in Umbria e +202% in Molise, hanno temporaneamente migliorato la situazione, ma non bastano a colmare anni di deficit accumulato. Al 19 marzo 2026 la severità idrica viene classificata bassa, ma gli indici a 24 mesi restano negativi, segnalando una fragilità strutturale del bilancio idrico.

Per il territorio del Trasimeno i dati dell’Aubac confermano quanto il lago e il suo bacino siano direttamente esposti agli effetti combinati della riduzione delle nevicate, della tropicalizzazione delle piogge e dell’aumento delle temperature. Una situazione che rende sempre più urgente una gestione integrata delle risorse idriche, capace di tenere insieme tutela ambientale, bisogni delle comunità locali e prospettive di sviluppo turistico e agricolo.

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