Navigabilità a rischio e timori per le ricadute economiche e turistiche: sul lago Trasimeno cresce la pressione istituzionale e civica perché gli interventi di dragaggio siano strutturali, efficaci e rispettosi dei capitolati tecnici. Da un lato i consiglieri regionali Nilo Arcudi (Tp-Uc) e Andrea Romizi (Forza Italia) chiedono chiarimenti alla Giunta sul bando per le darsene pubbliche di San Feliciano e Sant’Arcangelo; dall’altro l’associazione La Voce dei Cittadini denuncia a Castiglione del Lago lavori che, a loro giudizio, non risolvono il problema nel lungo periodo.
Arcudi e Romizi annunciano la presentazione di un’interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini sul bando di gara concluso il 3 febbraio 2026 per il dragaggio delle darsene pubbliche di San Feliciano e Sant’Arcangelo (Magione). «La Giunta regionale confermi formalmente l’utilizzo della draga per tutte le operazioni esterne, chiarisca quali misure di vigilanza sono previste per evitare deroghe tecniche e assicuri che gli escavatori verranno impiegati esclusivamente nelle aree interne alle darsene. Si tratta di interventi fondamentali per la navigabilità e per l’economia del Lago Trasimeno: ogni euro pubblico deve essere speso in modo efficace e trasparente», sottolineano i due consiglieri.
Nel mirino c’è il rigoroso rispetto delle specifiche tecniche previste dal capitolato di gara. L’articolo 8 – ricordano Arcudi e Romizi – «stabilisce l’utilizzo della draga per le operazioni esterne alle darsene, con aspirazione dei sedimenti e convogliamento nelle vasche di decantazione». Secondo i consiglieri «la draga è l’unico mezzo idoneo a garantire l’apertura dei canali di accesso, anche in presenza di bassi fondali». Da qui l’avvertimento: «Non possiamo permettere che si ripetano errori già visti in passato, come nel caso di Panicarola, dove l’impiego della bettolina ha prodotto uno spreco di risorse senza risolvere il problema».
Sulla stessa linea critica, ma dal punto di vista del porto di Castiglione del Lago, interviene l’associazione La Voce dei Cittadini. Nel comunicato si segnala che «da tre settimane al porto dei battelli ci sono lavori per lo spostamento dei sedimenti con mezzi che non risolvono il problema della navigazione a lungo termine». L’ultimo intervento con escavatore galleggiante «risale alla scorsa estate» e, a causa di venti e correnti, un’operazione analoga «non risolve nulla: il reinterramento del varco aperto è assicurato in pochi giorni».
Per l’associazione, al porto di Castiglione servono «interventi di dragaggio del porto come fatto venti anni fa, con mezzi idonei che convogliano la melma su vasche di decantazione», cioè con tecniche analoghe a quelle richiamate nel capitolato per le darsene pubbliche. Il rischio – si legge nella nota – è quello di «una situazione che nonostante le promesse rischia a breve di collassare con pesanti conseguenze economiche e turistiche per il territorio».
La Voce dei Cittadini critica anche il mancato utilizzo della draga già presente sul lago: «Non si può neanche trovare giustificazione che la draga di stanza sul lago non è disponibile, perché abbandonata in riva al lago a Passignano per responsabilità politiche degli stessi amministratori del lago». Da qui la richiesta di un cambio di passo: «Il lago merita interventi strutturali efficaci, e non interventi di somma urgenza costosi e inefficaci come sta facendo l’Unione dei comuni del Trasimeno».
Il filo che unisce le prese di posizione dei consiglieri regionali e dell’associazione è la richiesta di coerenza tra i progetti e la loro esecuzione concreta: l’uso sistematico della draga, il convogliamento dei sedimenti in vasche di decantazione, il rispetto rigoroso dei capitolati e il superamento di soluzioni tampone. Un tema che, sul Trasimeno, non è solo tecnico, ma tocca direttamente la tenuta dell’economia legata alla navigazione, al turismo e ai servizi collegati al lago.



