Un territorio che rischia di restare ai margini delle principali rotte economiche e turistiche del Paese se non saprà dotarsi di una stazione dell’Alta Velocità. È il monito lanciato dall’associazione La Voce dei Cittadini, che interviene nel dibattito sul futuro della stazione Medioetruria denunciando i ritardi accumulati e la frammentazione tra territori.
Secondo l’associazione, senza una fermata AV «saremo sempre più isolati dalle più importanti realtà economiche e turistiche-culturali del paese». Nel mirino finiscono convegni e riunioni che, a loro giudizio, non stanno producendo decisioni concrete: «Si continua a perdere tempo in convegni, riunioni a domanda dei vari campanilismi», si legge nella nota, mentre il mercato del trasporto ferroviario è già cambiato in profondità.
La Voce dei Cittadini richiama infatti il contesto della liberalizzazione del settore, con l’ingresso di operatori stranieri e una crescente saturazione delle linee veloci. In questo scenario, «non lasciano più spazio neanche agli Intercity di poter accedere alla linea Alta Velocità», avverte l’associazione, suggerendo che il tempo a disposizione per agganciare i flussi principali si sta rapidamente riducendo.
Il cuore del messaggio è netto: «Siamo di fronte a un bivio. O si superano i campanilismi sul futuro della Medioetruria, o ci dobbiamo accontentare di un servizio ferroviario non competitivo». Per l’associazione, rimettere in discussione «un progetto condiviso e approvato da Trenitalia e Italo» significa soltanto «perdere tempo per non fare niente».
La conseguenza, sottolinea La Voce dei Cittadini, sarebbe un territorio meno competitivo e meno attrattivo proprio mentre il Paese investe sulla modernizzazione delle infrastrutture. «Questo non andrebbe incontro a rendere un territorio competitivo e richiesto dalla modernizzazione del paese», conclude la nota, richiamando istituzioni e comunità locali a una scelta chiara e condivisa sul futuro della stazione Medioetruria.



