La recente nomina di Giulio Cherubini, sindaco di Panicale, alla presidenza dell’Unione dei Comuni del Trasimeno ha riacceso il dibattito politico attorno all’ente intermedio del territorio. Forza Italia Castiglione del Lago rompe il silenzio con un comunicato ufficiale a firma della Segretaria comunale Pierina Lodovichi, che solleva interrogativi tanto sulle modalità di scelta del vertice quanto sull’utilità concreta della struttura.
La nomina di Cherubini giunge dopo una fase di transizione: prima le dimissioni da presidente dell’Unione del sindaco di Passignano Sandro Pasquali, poi il breve incarico affidato alla sindaca di Tuoro Maria Elena Minciaroni. Non si tratta del primo mandato per Cherubini alla guida dell’ente: il sindaco di Panicale aveva già ricoperto il ruolo di presidente nel 2022.
«La recente nomina ha riacceso il dibattito sul funzionamento e il ruolo della struttura intermedia — scrive Lodovichi —, che per legge non deve aumentare i costi originari di funzionamento dei comuni aderenti». Il punto critico, secondo Forza Italia, riguarda i criteri che guidano la scelta del vertice: «Molti si chiedono se le dinamiche politiche sulla scelta del vertice della struttura siano improntate esclusivamente ad appartenenza partitica anziché a valutazioni collegiali di tutte le componenti del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Trasimeno».
Il sospetto espresso nel comunicato è esplicito: «Figure competenti ed emergenti, non allineate al Partito Democratico, riscontrerebbero difficoltà nell’ottenere e mantenere incarico di vertice all’Unione dei Comuni del Trasimeno». Un’accusa politica che il partito affida alla riflessione pubblica senza nominare casi specifici, ma che fotografa un clima di tensione latente all’interno della governance dell’ente.
A questa questione si affianca, secondo Lodovichi, una seconda e più strutturale: «L’effettiva utilità dell’attuale Unione dei Comuni del Trasimeno». L’ente, ricorda il comunicato, è «la struttura organizzativa intermedia nata dopo la messa in liquidazione della Comunità Montana in default». Se l’obiettivo dichiarato era ottimizzare i servizi, la valutazione di Forza Italia è critica: «I servizi venivano già gestiti ottimamente in convenzione dai comuni del Trasimeno», mentre oggi «viene percepita la distanza fra le finalità dichiarate e i risultati ottenuti».
A sostegno della propria tesi, Lodovichi cita un esempio concreto: «Basta vedere la stessa delega di gestione del Lago, per acclarare che le cose sono peggiorate».



