Porzioni della torre d’accesso e delle mura medievali del Castello di Passignano sul Trasimeno stanno cedendo, mettendo in pericolo chiunque transiti nell’area. L’ultimo distacco è avvenuto sabato scorso sotto l’arco di accesso al maniero, in piena mattinata, mentre alcune persone percorrevano il passaggio.
La segnalazione arriva direttamente dai residenti del borgo storico, che da mesi documentano il progressivo deterioramento della struttura e denunciano l’assenza di qualsiasi risposta concreta da parte degli enti competenti.
Il crollo di sabato 28 marzo 2026 non è un episodio isolato. I primi cedimenti significativi risalgono all’estate scorsa: a luglio 2025, un masso di grandi dimensioni si è staccato in via Casalino, fortunatamente di notte, senza provocare vittime. Da allora, l’unica risposta è stata l’installazione di una transenna, ancora presente dopo oltre otto mesi, che segnala il divieto di transito su quella via.
«Abbiamo più volte scritto, documentato e gridato il nostro allarme – riferiscono alcuni residenti – ma siamo stati puntualmente ignorati. Non abbiamo ricevuto alcun riscontro concreto, né tantomeno abbiamo visto un sopralluogo operativo che facesse presagire l’apertura di un cantiere».
Il castello non è solo un monumento. Al suo interno vivono centinaia di persone per le quali le vie d’accesso colpite dai cedimenti rappresentano l’unico punto di ingresso e uscita dalle proprie abitazioni. Ogni settimana, inoltre, migliaia di visitatori passeggiano sotto quelle stesse mura che mostrano segni evidenti di instabilità.
A rendere ancora più urgente la questione c’è il Palio delle Barche, la manifestazione storica di punta del comune lacustre, la cui nuova edizione si avvicina. Il percorso dei partecipanti attraversa proprio il tratto interessato dai crolli, fatto che solleva interrogativi sulla sicurezza anche durante l’evento.
«L’unico ringraziamento va al prezioso intervento del corpo dei vigili del fuoco, prontamente intervenuti per un sopralluogo immediato dopo l’ultimo distacco – hanno aggiunto i residenti – ma ovviamente non spetta loro l’intervento strutturale per la risoluzione definitiva del problema». Nessuna rete para-sassi, nessun ponteggio di contenimento, nessun tamponamento temporaneo è stato installato. Sul versante della pianificazione a lungo termine, i residenti denunciano un silenzio altrettanto pesante: non vi è traccia di procedure avviate per interventi strutturali risolutivi.
A offrire una lettura diversa della vicenda è l’Amministrazione Comunale, che interviene per precisare i contorni della situazione. Come riportato da La Nazione Umbria, il sindaco Sandro Pasquali chiarisce che la torre d’accesso è già stata oggetto di una messa in sicurezza attraverso l’installazione di reti protettive, a mitigare il rischio immediato in attesa di restauri definitivi. Il recente verbale dei Vigili del Fuoco confermerebbe inoltre l’assenza di criticità strutturali gravi o punti di distacco imminenti sulle mura di cinta. «Il Comune ha a cuore il suo centro storico – spiegano dagli uffici – e si sta lavorando per reperire i fondi necessari a un progetto di ampio respiro, da concordare con la Soprintendenza».
Restano però aperte le domande dei residenti, che chiedono trasparenza sui tempi e sulle modalità degli interventi annunciati.



