La crisi idrica del lago si aggrava e l’Unione dei Comuni del Trasimeno ha deciso di sospendere, per l’anno 2026, il rilascio delle licenze di attingimento. Restano esclusi soltanto gli usi idropotabile, ittiogenico o igienico-sanitario, ma solo nei casi in cui sia garantita la restituzione totale dell’acqua al lago.
Alla base del provvedimento c’è una situazione giudicata particolarmente critica. Il livello del Trasimeno si trova infatti a circa 140 centimetri sotto lo zero idrometrico, una soglia che ha portato l’ente ad applicare nuovamente una misura già adottata anche lo scorso anno.
Nella deliberazione approvata a fine marzo, la giunta dell’Unione dei Comuni del Trasimeno ha stabilito «di sospendere, per l’anno 2026, il rilascio delle licenze di attingimento a esclusione dell’uso idropotabile e degli usi ittiogenico o igienico-sanitario che garantiscono la restituzione totale della risorsa idrica».
Il riferimento normativo è il Piano stralcio per il lago Trasimeno, sigla PS2, che prevede «la sospensione totale delle licenze a esclusione dell’uso idropotabile, in caso di decremento del livello del lago rispetto allo zero idrometrico maggiore di 120 centimetri». Un limite che, alla luce dei dati attuali, risulta ampiamente superato.
Con questo atto, gli uffici competenti sono autorizzati a respingere le istanze di attingimento per il 2026. Restano fuori dal blocco soltanto le richieste legate all’uso idropotabile e agli usi ittiogenico o igienico-sanitario, a condizione però che sia assicurata la restituzione totale dell’acqua prelevata.
La deliberazione interviene anche sui termini amministrativi. La scadenza per la presentazione delle domande, inizialmente fissata al 28 febbraio, è stata prorogata nell’eventualità che il livello del lago possa tornare entro condizioni compatibili con quanto previsto dalla normativa.
Uno scenario che, allo stato attuale, appare però difficile. Il sistema di adduzione da Montedoglio è stato appena attivato, l’inverno è ormai alle spalle e l’avvicinarsi della stagione estiva rende ancora più delicata la gestione della risorsa idrica in uno dei bacini più importanti del territorio.




