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giovedì 14 Maggio 2026
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Cibottola, dieci anni di degrado: la denuncia della Civica Piegaro

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Prima Pagina - AdnKronos

Un borgo di grande valore storico e paesaggistico lasciato al degrado per oltre un decennio, tra silenzi istituzionali, esposti alla Procura e solleciti rimasti senza risposta. Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia FI ed ex capogruppo della Civica Piegaro, e Roberto Pinzo, attuale capogruppo della Civica Piegaro, rinnovano la loro denuncia sullo stato di abbandono del borgo e del suo castello, anche alla luce dei recenti articoli apparsi sulla stampa.

La prima interrogazione ufficiale risale al 2014, quando la Civica Piegaro chiese al Comune di Piegaro un intervento urgente per porre fine allo stato di abbandono del borgo e del castello, ormai fatiscente e pericoloso per la pubblica incolumità. A distanza di oltre dieci anni, la situazione è rimasta invariata, se non ulteriormente aggravata.

«Abbiamo presentato numerose interrogazioni nel corso degli anni e persino due esposti alla Procura – dichiarano Peltristo e Pinzo – ma abbiamo riscontrato un’indifferenza generalizzata da parte di tutte le istituzioni coinvolte».

Quattro soggetti, zero risposte

Comune di Piegaro, Soprintendenza, proprietà privata e Curia: secondo i due consiglieri, tutti erano e sono pienamente consapevoli dello stato di degrado, ma nessuno ha intrapreso azioni concrete. La Civica Piegaro aveva individuato soluzioni precise: obbligare il privato alla messa in sicurezza del castello; richiamare la Curia alla cura della Chiesa di San Fortunato e della casa parrocchiale, anch’esse in condizioni critiche; ottenere risposte e indirizzi chiari dalla Soprintendenza, più volte sollecitata ma rimasta sostanzialmente assente.

Particolarmente grave è anche la questione degli accessi. Le vie sono comunali, ma il Comune non riesce a risolvere il contenzioso con il privato che impedisce l’accesso alla torre eptagonale, struttura di proprietà pubblica.

«Solo pochi volontari – proseguono – hanno cercato di mantenere viva l’anima del borgo. Per il resto, si registra un preoccupante disinteresse della comunità».

Un patrimonio tra storia e memoria

Eppure Cibottola è un luogo carico di storia e memoria. Un tempo centro vitale e animato, teatro di feste paesane rimaste negli annali, meta di matrimoni e set fotografico naturale grazie a un panorama unico. Il territorio è storicamente legato alla figura di Braccio Fortebraccio, celebre condottiero del Quattrocento che consolidò il controllo su vaste aree dell’Umbria, contribuendo allo sviluppo e alla fortificazione di numerosi borghi della zona.

Non mancano, inoltre, i richiami alla tradizione francescana: la presenza di luoghi di culto e conventi testimonia il passaggio e l’influenza spirituale di San Francesco d’Assisi, che proprio in Umbria ha lasciato un’impronta profonda. Oggi, però, anche il vicino convento versa in stato di abbandono, nascosto da vegetazione e rovi, simbolo di un degrado ormai strutturale.

L’immobilismo non è neutrale

La denuncia di Peltristo e Pinzo rilancia il tema della tutela del patrimonio storico minore umbro, spesso invisibile alle politiche di intervento nonostante il suo straordinario valore culturale e paesaggistico. Il tempo che passa non è indifferente: ogni anno di inazione aggrava irreversibilmente strutture già compromesse.

«Siamo convinti – concludono Peltristo e Pinzo – che con determinazione e richiamando tutte le istituzioni e la comunità alle proprie responsabilità, la situazione si sarebbe potuta risolvere. L’immobilismo non è neutrale: non solo non risolve i problemi, ma li cronicizza, portando inevitabilmente al degrado definitivo».

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