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giovedì 14 Maggio 2026
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Sanita’ al Trasimeno, Peltristo e Pinzo attaccano: “Guardia medica soppressa di notte”

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Prima Pagina - AdnKronos

“La Guardia Medica notturna è stata di fatto soppressa, privando decine di migliaia di cittadini di un presidio sanitario essenziale”. A denunciarlo sono due esponenti politici dell’opposizione che smentiscono la versione ufficiale dell’azienda sanitaria, secondo cui il servizio sarebbe stato soltanto «rimodulato» negli orari.
La polemica affonda le radici in una nota diffusa dall’ASL ai primi di marzo, con cui si rassicurava che la Guardia Medica di Panicale non avrebbe chiuso i battenti, ma si sarebbe semplicemente riorganizzata. Una dichiarazione che Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia Forza Italia, e Roberto Pinzo, capogruppo di Civica Piegaro, hanno deciso di confutare punto per punto con una replica congiunta.

«Rispondiamo alla nota dell’ASL dei primi di marzo, nella quale si affermava che la Guardia Medica di Panicale non sarebbe stata chiusa, ma rimodulata nell’orario – ha dichiarato Peltristo – In realtà, non solo la Guardia Medica di Panicale, ma anche quella di Passignano è stata soppressa di notte, con un servizio solo diurno».
L’ASL ha giustificato la scelta sostenendo che la copertura notturna viene garantita dalla Casa di Comunità di Magione. Per i due capigruppo, però, questa soluzione non regge: Magione, pur rientrando nell’area del Trasimeno, non rappresenta un punto di prossimità per tutti i 60.000 abitanti del territorio, costringendo di fatto molti cittadini a rivolgersi direttamente ai pronto soccorso ospedalieri.

Ancora più critico è il riferimento al numero 116 117, indicato dall’ASL come alternativa operativa al servizio soppresso. «Il numero 116 117, a cui si fa riferimento dall’ASL, in realtà non è nemmeno attivo – ha aggiunto Peltristo – Serve solo per chiamate non di emergenza, per orientare i cittadini, ma sarebbe stato fondamentale avere un medico, anziché personale non sanitario».
I vuoti del sistema si sono resi evidenti già nella notte di Capodanno. Nonostante i pronto soccorso fossero operativi per le urgenze, il servizio di continuità assistenziale è risultato assente su tutto il territorio.
«Si è interrotto un servizio, e questo ha privato i cittadini di un supporto fondamentale, che andava ad affiancare l’emergenza ospedaliera» ha sottolineato Peltristo.

La soluzione, secondo i firmatari della nota, passa da un investimento strutturale nel sistema sanitario territoriale. «Come ribadiamo sempre, è indispensabile aumentare il numero di medici, potenziare la medicina territoriale, rafforzare il personale sanitario, incentivandoli, perché solo così possiamo garantire un filtro» ha concluso Peltristo.
Il caso si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla tenuta della medicina di prossimità nelle aree interne e rurali dell’Umbria. Con la crescente pressione sui pronto soccorso ospedalieri, la sopravvivenza dei presidi territoriali notturni rischia di diventare uno dei nodi politico-sanitari più caldi dei prossimi mesi.

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