Nei giorni scorsi sono emerse criticità legate alla continuità assistenziale nei comuni del lago, e la voce della politica locale continua a farsi sentire. A rientrare nel caso è Giacomo Sottili, segretario della sezione Lega Trasimeno, che punta il dito sulla riduzione del servizio di Guardia Medica notturna nei territori di Passignano sul Trasimeno e Panicale.
Il nodo centrale riguarda un cambiamento significativo nell’organizzazione del servizio, che fino a poco tempo fa garantiva un presidio medico nelle ore notturne. Una modifica che, al di là delle definizioni tecniche, rischia di incidere concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini dell’intero comprensorio.
«Non si tratta di mettere in contrapposizione territori diversi, ma di garantire equilibrio – ha dichiarato Sottili – Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B: tutte le comunità, da Passignano a Panicale, fino a Magione e agli altri comuni del lago, devono poter contare su servizi adeguati».
Il segretario riconosce che una riorganizzazione della sanità territoriale possa rendersi necessaria, ma chiede che avvenga nel rispetto delle specificità locali. Il Trasimeno, sottolinea, è un territorio con caratteristiche peculiari: popolazione diffusa, numerose frazioni e una significativa presenza turistica, fattori che impongono una valutazione attenta di ogni scelta in ambito sanitario.
Sul ruolo della Casa di Comunità di Magione, Sottili è netto: «Da sola non può essere considerata una risposta completa per un’area vasta come quella del Trasimeno». Analogamente, il numero di pubblica utilità 116 117 — il servizio di assistenza sanitaria non urgente — viene considerato uno strumento orientativo, ma non un sostituto della presenza fisica di un medico sul territorio.
La richiesta è di aprire un confronto reale con le comunità locali prima di intervenire su servizi essenziali. «Quando si interviene su servizi essenziali come la sanità, serve confronto, chiarezza e condivisione – ha concluso Sottili – L’obiettivo deve essere uno solo: garantire un sistema che funzioni davvero e che dia risposte concrete a tutti i cittadini del Trasimeno».



