Lo spostamento del concerto di Daniele Silvestri dall’Isola Maggiore a Tuoro, deciso a causa del basso livello del lago che rende difficili i collegamenti lacustri, è al centro di un’aspra critica del consigliere regionale Enrico Melasecche, capogruppo della Lega Umbria, che accusa la Giunta regionale di raccontare «menzogne» sulla situazione del Trasimeno.
«Bagno di realtà per la Giunta»
«Il fatto che uno degli eventi simbolo dell’estate umbra come Moon in June sia stato costretto a lasciare Isola Maggiore per problemi legati alla navigazione dovrebbe imporre alla Giunta regionale un immediato bagno di realtà» – dichiara Melasecche – «Altro che ‘momento storico’, come lo hanno più volte definito gli esponenti della maggioranza: il Trasimeno continua a vivere una situazione gravissima e sotto gli occhi di tutti».
Acqua da Montedoglio: promesse e realtà
A giudizio del capogruppo leghista, l’intervento di immissione d’acqua dal sistema Montedoglio, presentato dall’assessore Meloni e dall’amministrazione regionale come risolutivo, avrebbe mancato le aspettative. «Per mesi – prosegue Melasecche – l’assessore Meloni e l’amministrazione regionale hanno raccontato ai cittadini una narrazione trionfalistica sull’arrivo dell’acqua da Montedoglio. In realtà avevo già denunciato che i quantitativi di acqua attualmente immessi sono del tutto insufficienti rispetto alla reale emergenza del Trasimeno ed alle assicurazioni iniziali».
Altri eventi a rischio sull’isola
Secondo Melasecche, il caso del concerto di Silvestri non sarebbe isolato. Il consigliere sostiene che vi sarebbero «forti preoccupazioni anche per altri eventi programmati sull’isola», con conseguenze economiche per operatori turistici, ristoratori e strutture ricettive dell’intero territorio lacustre. A pesare ulteriormente sul quadro, a giudizio del capogruppo, sarebbe il rischio di nuovi ritardi: «Se il previsto afflusso dal torrente Paganico dovesse concretizzarsi soltanto dopo il termine della prossima stagione delle piogge 2026-2027, a causa di forti ritardi nella progettazione, appalto e realizzazione dell’impianto di filtraggio – ha avvertito Melasecche – vorrebbe dire condannare il lago ad una crisi sempre più nera».
Dragaggi «di facciata», accesso agli atti annunciato
Il consigliere estende le critiche anche agli interventi di dragaggio condotti negli ultimi mesi, definendoli, a suo giudizio, «operazioni di facciata, con fanghi semplicemente spostati da un punto all’altro, senza una reale asportazione dal lago, con la draga di proprietà inutilizzata che giace in attesa della ruggine». Melasecche annuncia che nei prossimi giorni presenterà un accesso agli atti «per verificare nel dettaglio modalità operative, costi sostenuti e risultati effettivamente ottenuti».



