La Polizia di Stato e le istituzioni si sono riunite a Tuoro sul Trasimeno per rendere omaggio a Emanuele Petri, con la deposizione di una corona d’alloro sulla sua tomba al cimitero di Vernazzano, in segno di vicinanza alla famiglia e di condanna degli atti vandalici avvenuti nei giorni scorsi nell’altro cimitero del comune.
Presenze istituzionali
All’iniziativa hanno partecipato, secondo quanto riferito dal comunicato del Ministero dell’Interno, il Questore della Provincia di Perugia Dario Sallustio, il Prefetto Francesco Zito, il sindaco di Tuoro sul Trasimeno Maria Elena Minciaroni, il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e i familiari di Petri, tra cui la moglie Alma e il figlio Angelo.
La cerimonia al cimitero
La deposizione della corona è avvenuta oggi, 13 giugno 2026. Al termine, il diacono di Passignano sul Trasimeno Enzo Marchesi ha impartito una benedizione e guidato un momento di preghiera, condividendo con i presenti un messaggio di vicinanza e speranza in memoria del sovrintendente della Polizia di Stato.
Il gesto dopo le scritte
L’iniziativa si è svolta in seguito a un episodio vandalico verificatosi nel cimitero comunale, dove sarebbero comparse scritte inneggianti ai brigatisti rossi responsabili dell’uccisione di Petri. La deposizione floreale ha inteso rappresentare un segno di affetto verso la famiglia e riaffermare il valore della memoria.
Le parole di Prisco
«Abbiamo voluto essere qui per rendere omaggio a un servitore dello Stato che ha sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere e per riaffermare, con forza, che la memoria di Emanuele Petri non appartiene soltanto alla sua famiglia o alla Polizia di Stato, ma all’intera Nazione» – ha dichiarato il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco.
«Le vergognose scritte apparse nei giorni scorsi al cimitero di Tuoro, che inneggiano ai terroristi responsabili della sua uccisione, rendono ancora più importante questo momento di raccoglimento. A chi tenta di oltraggiare la memoria di Emanuele Petri rispondiamo con la presenza delle istituzioni, con la vicinanza alla sua famiglia e con il ricordo di un uomo che, svolgendo fino in fondo il proprio dovere, contribuì a difendere la democrazia e lo Stato di diritto» – ha aggiunto Prisco.
«L’Italia è dalla parte di Emanuele Petri e di tutti coloro che hanno servito e servono lo Stato con coraggio e spirito di sacrificio. La memoria non si cancella e non si intimidisce» – ha concluso il Sottosegretario – «ringraziando l’amministrazione comunale per la vicinanza dimostrata e per aver provveduto con tempestività alla rimozione delle scritte, riaffermando così il rispetto dovuto a chi ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio.»
Ricordo e significato
La commemorazione ha rinnovato, secondo gli organizzatori, il ricordo e la gratitudine verso il sacrificio di Emanuele Petri, indicato come esempio di coraggio e dedizione al servizio dello Stato.



