Il Lago Trasimeno torna al centro del dibattito politico regionale, con Fratelli d’Italia Perugia che chiede interventi strutturali, maggiori risorse e una gestione tecnica dedicata. Il presidente provinciale Alessandro Moio interviene sul tema, sollecitando una strategia stabile e contestando metodo e priorità dell’azione regionale.
Intervento dopo l’incontro
Alessandro Moio, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Perugia, è intervenuto dopo l’incontro pubblico “Insieme per il Lago”, promosso dall’assessore regionale Simona Meloni. «È certamente positivo che il Trasimeno torni finalmente al centro dell’agenda regionale. Il lago rappresenta un patrimonio ambientale, economico, turistico e identitario dell’Umbria e non può essere affrontato soltanto nei momenti di emergenza», ha dichiarato.
Critiche sul coinvolgimento
Moio ha sollevato rilievi sul metodo adottato per l’iniziativa. «È difficile comprendere come si possano organizzare iniziative pubbliche su temi così rilevanti senza coinvolgere i consiglieri comunali dei territori interessati, che rappresentano quotidianamente le comunità locali», ha affermato, aggiungendo che «il confronto deve essere aperto e partecipato, non trasformarsi in una semplice vetrina politica».
Richiesta di strategia stabile
Nel merito delle politiche per il lago, Moio ha sostenuto che gli interventi occasionali non siano sufficienti. «Il Trasimeno non si salva con interventi occasionali o annunci spot. Serve una strategia permanente, fondata su competenze tecniche, programmazione e risorse adeguate», ha dichiarato. Secondo il presidente provinciale di FdI, non si dovrebbe usare la figura del commissario straordinario per «nascondere responsabilità locali e scaricare sul Governo nazionale problemi che nascono da lontano».
Riferimenti al passato
Moio ha inoltre richiamato le responsabilità politiche pregresse. «La crisi del Trasimeno non nasce oggi. Per troppo tempo si è rinviato, si è tamponato, si è intervenuti soltanto quando il problema era già esploso», ha affermato. Ha aggiunto che, a suo giudizio, la possibilità di tornare a discutere dell’acqua da Montedoglio deriverebbe anche «dal lavoro e dagli atti messi in campo dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra».
Proposta di struttura tecnica
Tra le proposte avanzate, la creazione di un organismo dedicato alla gestione del lago. «Riteniamo necessario individuare un soggetto tecnico dedicato esclusivamente al Lago Trasimeno, dotato di personale qualificato, competenze specifiche, risorse certe e capacità operativa», ha spiegato Moio, sottolineando la necessità di un presidio attivo durante tutto l’anno.
Focus sui chironomidi
Il presidente provinciale ha richiamato anche un documento dei consiglieri comunali di centrodestra del Trasimeno sul fenomeno dei chironomidi. «Abbiamo chiesto una task force permanente tra istituzioni, Università ed enti competenti, studi aggiornati sullo stato delle acque e dei sedimenti, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria», ha dichiarato, indicando la necessità di misure per contenere un fenomeno che, secondo FdI, starebbe creando difficoltà a residenti e attività economiche.
Richiesta di azioni concrete
In chiusura, Moio ha ribadito la richiesta di interventi concreti. «Bene dunque che la Regione accenda i riflettori sul Trasimeno – conclude Moio – ma ora servono meno slogan e più atti concreti. Il lago ha bisogno di una gestione stabile, di investimenti certi e di una visione di lungo periodo».



