Il lago Trasimeno si avvicina a livelli che potrebbero superare in negativo quelli del 2003 e il consigliere regionale di opposizione Enrico Melasecche (Lega) annuncia la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale, accusando la Giunta Proietti di produrre «annunci e operazioni di facciata» anziché interventi concreti. A rischio, secondo Melasecche, anche i collegamenti con l’Isola Polvese.
Il livello del lago e le proiezioni
Al 22 giugno 2026 il Trasimeno registra quasi -165 centimetri rispetto allo zero idrometrico, circa venti centimetri in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo il consigliere leghista, le previsioni indicano che a settembre il livello potrebbe scendere fino a -180 centimetri e oltre, con il rischio — a suo giudizio — di raggiungere un nuovo record negativo di -200 centimetri. «Numeri che dovrebbero imporre alla Regione un’azione straordinaria, urgente, in assoluta emergenza», ha dichiarato Melasecche in una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Assemblea legislativa.
L’acqua di Montedoglio e il cronoprogramma mancante
Al centro delle critiche del consigliere c’è il mancato avvio dell’immissione degli 800 litri al secondo provenienti dal bacino di Montedoglio, operazione che — a suo giudizio — avrebbe dovuto essere avviata nell’autunno-inverno scorso. «Manca un cronoprogramma che dettagli le tappe per giungere alla rottura di quel diaframma virtuale», sottolinea Melasecche, ricordando che il progetto era stato avviato dalla precedente Giunta di centrodestra con la richiesta all’Università di uno studio di compatibilità tra le acque dei due bacini. Il consigliere chiede all’assessore Simona Meloni di anticipare il finanziamento per appaltare la realizzazione del filtro necessario, in modo da consentire il deflusso dell’acqua già dall’ottobre 2026 fino all’aprile 2027. «Sapere che quei 10 milioni di metri cubi l’anno, promessi e ripromessi dalla Meloni, possano portare ad un rialzo di 10 centimetri all’anno, non già dei 20 promessi, già fornirebbe una ragione vera per sperare di contenere il danno», aggiunge. A giudizio di Melasecche, ad oggi «non sono certe né le risorse stanziate né le tempistiche di realizzazione delle opere».
Darsene impraticabili e cantieri fermi
Melasecche punta il dito anche sullo stato delle darsene, «totalmente o parzialmente impraticabili a causa dell’interramento e dell’accumulo di sedimenti». Il consigliere ricorda che nel 2003, con un livello del lago inferiore all’attuale, le imbarcazioni riuscivano comunque a muoversi regolarmente. A pagare le conseguenze sarebbero, a suo dire, pescatori, operatori turistici, attività economiche e cittadini. Quanto ai cantieri per le darsene di San Feliciano e Sant’Arcangelo, Melasecche denuncia che i lavori non erano ancora partiti al 22 giugno, nonostante l’Unione dei Comuni del Trasimeno avesse fissato l’avvio al 31 maggio scorso.
Il nodo dei costi idrici con la Toscana
Il consigliere leghista solleva anche la questione dei costi dell’acqua immessa nel Trasimeno dalla Toscana, chiedendo alla Giunta di rendere noto quanto la Regione paga annualmente per tale fornitura. Melasecche inoltre definisce «una follia» la possibilità — da lui riportata come voce circolante — che l’Umbria debba pagare anche l’acqua proveniente da Montedoglio tramite il Paganico.
I chironomidi e l’attesa per le risposte
Il consigliere richiama infine l’attenzione anche sul fenomeno dei chironomidi, che secondo Melasecche starebbe aumentando per intensità, causando disagi a turisti e operatori. «Auspico che, ancor prima della prossima seduta d’Aula, la Giunta mostri un briciolo di buonsenso rispondendo a tutti i troppi interrogativi in sospeso», conclude il consigliere, ribadendo che «il Trasimeno non ha bisogno di slogan né propaganda, ma di opere, risorse e programmazione».




