Futuro Nazionale Umbria chiede il superamento dell’Ente Parco regionale del Trasimeno, definito «oggi inutile e dannoso per i cittadini, per il lago e per l’economia del turismo» dal comitato costituente del movimento a Castiglione del Lago.
L’Ente Parco del Lago Trasimeno è stato istituito con la legge regionale n. 9 del 3 marzo 1995, quindi circa trent’anni fa. Secondo Futuro nazionale, la struttura avrebbe contribuito a compromettere l’ecosistema del lago invece di proteggerlo.
La recensione della turista
Il punto di partenza della denuncia è una recensione online lasciata da una turista italiana in visita all’Isola Maggiore con la famiglia. Nel testo, la donna racconta di aver trovato il traghetto ricoperto di chironomidi, cestini della spazzatura pieni di vespe e panchine danneggiate, oltre a difficoltà al bar per la presenza degli insetti mentre veniva servita una granita.
La denuncia di Futuro nazionale
«Recensioni come questa affondano l’attrattività turistica del lago Trasimeno», afferma Paolo Terrosi, del comitato costituente di Futuro nazionale di Castiglione del Lago. Terrosi elenca tra le cause della crisi «la crisi idrica del nostro lago, la manutenzione saltuaria e discutibile, l’accumulo di melma, la crescita incontrollata delle canne, le alte temperature estive, la presenza dei chironomidi e anni di incuria», che avrebbero precipitato il bacino «in una gravissima situazione».
«Noi di Futuro nazionale riteniamo necessario avviare una riflessione sul ruolo dell’Ente Parco che, a nostro avviso, ha contribuito a compromettere l’ecosistema del Trasimeno invece di proteggerlo: per tale ragione ne valutiamo il suo superamento, la sua chiusura oppure una ridefinizione delle sue competenze, forse limitando le stesse alle sole isole», aggiunge Terrosi.
Vincoli burocratici e tutele ambientali
Terrosi punta il dito contro «la mania dirigista iper regolatrice della Regione Umbria e la macchinosità burocratica dell’ente Parco, che rallentano o impediscono interventi concreti per salvare il lago». Spiega che dall’istituzione dell’Ente, «il lago ha iniziato a soffrire proprio a causa di una manutenzione ridotta e appesantita dagli innumerevoli vincoli imposti dallo stesso Ente: movimenti di terra, trasformazioni agricole, accessi, navigazione, sosta e ancoraggio devono ottenere autorizzazioni specifiche, poiché altrimenti – hanno stabilito all’Ente Parco – si potrebbe alterare l’habitat e l’equilibrio idrico del lago».
Terrosi aggiunge che le tutele ambientali, tra cui Sic, Rete Natura 2000 e Zps, «di fatto bloccano qualsiasi iniziativa, di buon senso, sulle rive». Fa notare che «al Trasimeno è vietato tagliare i canneti liberamente, nonostante la loro crescita sia ormai infestante», sottolineando che quest’anno la stagione turistica sarebbe andata male anche per colpa dei canneti che avrebbero invaso le spiagge.
Il confronto con altri laghi
Stefano Alunni, del comitato costituente di Magione, ricorda che «in altri laghi italiani, di cui molti al Nord, i parchi regionali, curati nei minimi dettagli, costituiscono un richiamo per visitatori e investimenti». Il parco del Trasimeno sarebbe stato invece trascurato, con «sponde invase da rovi e melma, sentieri non percorribili e, a tratti, pericolosi», secondo Alunni, che segnala anche «l’invasione degli insetti» e una vegetazione fuori controllo che offrirebbe rifugio a cinghiali, lupi e volpi.
«Un lago sano è un lago vissuto, produttivo e capace di generare sviluppo economico e turistico», conclude Alunni, sostenendo che «la Regione dell’Umbria non sa ancora intervenire adeguatamente, compromettendo l’immagine del Trasimeno proprio nel periodo estivo, quello più importante per il turismo e per le attività economiche del bacino del lago ad esso collegate».



