L’Associazione La Voce dei Cittadini si oppone alla proposta di installare pannelli fotovoltaici galleggianti sul lago Trasimeno, avanzata dall’assessore regionale all’ambiente De Luca, e la definisce incompatibile con i vincoli ambientali e paesaggistici del Parco Regionale del Trasimeno.
Il precedente di Montedoglio
Prima del caso Trasimeno, una proposta simile aveva riguardato il bacino di Montedoglio. L’ipotesi di installare pannelli fotovoltaici sullo specchio d’acqua della diga aveva suscitato un certo clamore. A rispondere è stato il responsabile dell’Ente Acque Umbre-Toscane (EAUT), l’ente che gestisce le acque dell’invaso, con un’apertura al confronto: «ne possiamo parlare».
Come funziona il fotovoltaico galleggiante
Secondo quanto riportato nel comunicato dell’Associazione La Voce dei Cittadini, l’installazione di pannelli per la produzione di energia elettrica sopra specchi d’acqua si sta diffondendo soprattutto nel Nord Europa, dove la radiazione solare è più debole. Rispetto agli impianti a terra, i vantaggi indicati riguardano un maggiore rendimento dei pannelli, favorito dall’effetto rinfrescante dell’acqua che riduce il surriscaldamento dell’impianto, e l’assenza di manutenzione del terreno sottostante, sostituito dallo specchio d’acqua. Quest’ultimo svolgerebbe anche una funzione rinfrangente, che aumenterebbe la luce assorbita dai pannelli. Il posizionamento in acqua permetterebbe inoltre di ancorare alle zavorre di galleggiamento dispositivi che inclinano i pannelli per orientarli verso una migliore esposizione al sole durante il giorno.
La proposta di De Luca per il Trasimeno
La proposta di installare pannelli solari sul Trasimeno arriva, secondo l’associazione, dall’assessore regionale all’ambiente De Luca e avrebbe suscitato stupore e sgomento. L’idea sarebbe finalizzata, sempre secondo l’associazione, a ridurre l’evaporazione dell’acqua del lago.
I vincoli del Parco Regionale
L’associazione ricorda che il Trasimeno è Parco Regionale, istituito nel 1995 e sottoposto a vincoli ambientali, naturalistici e paesaggistici che, a suo giudizio, renderebbero incompatibile la copertura dello specchio d’acqua con materiali e impianti tecnologici per la produzione di energia elettrica. Secondo l’associazione, già oggi non è possibile installare impianti solari nelle aree prospicienti il bacino lacustre. Il gruppo sostiene che il lago debba mantenere la propria bellezza e biodiversità e che vada respinto qualsiasi tentativo di modificarne lo stato naturale.
La proposta alternativa dell’associazione
Nel comunicato, firmato da Daniz Lodovichi e Pierino Bernardini per l’Associazione La Voce dei Cittadini, il gruppo chiede alla Regione di impegnarsi soprattutto a completare i progetti già avviati per portare acqua dal Montedoglio attraverso il fosso Paganico, definita l’unica soluzione in grado di dare risposte concrete e risolvere nel medio termine i problemi idrici attuali. L’associazione propone di destinare a questo scopo l’acqua in esubero della diga, oggi convogliata verso il mare nel periodo invernale.



