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domenica 18 Ottobre 2026
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Il concerto-conferenza per l’ottocentenario francescano chiude il Festival di Musica Classica

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Prima Pagina - AdnKronos

Il pianista e musicologo Stefano Ragni chiude martedì 8 settembre a Palazzo della Corgna la parte ufficiale della XXII edizione del Festival di Musica Classica di Castiglione del Lago con un concerto-conferenza dedicato a San Francesco, nell’ottocentenario della morte del santo di Assisi.

Un progetto nato nel 2012

L’appuntamento, in programma alle ore 21:15, porta il titolo “San Francesco, musicista e cantore: il pianoforte per un ‘suono povero'” e chiude, secondo quanto riportato dagli organizzatori, la rassegna che tornerà comunque il 20 settembre con un’appendice fuori programma. Ragni, docente di conservatorio, concertista, giornalista e critico musicale perugino, racconta un percorso avviato nel luglio del 2012: «Un progetto nato nel luglio del 2012 nel corso di un lungo concerto di ben dodici ore ininterrotte di esecuzione musicale, in una delle sale gotiche del Palazzo Comunale di Assisi: “Un pianoforte per un suono povero” ha costituito una delle componenti più importanti delle mie facoltà professionali», ha spiegato Ragni.

Il Francesco musicista

Il maestro ha anticipato i contenuti della serata, costruita sulle fonti francescane più autorevoli. «Il Francesco che tratteggerò sarà quello delle leggende “perusina” e “minor” ma anche delle grandi agiografie di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio: un Francesco musicista, che da giovanissimo si era goduto la vita, esercitando musica profana e poi esprimendo la sua spiritualità scrivendo il Cantico delle Creature, componendone anche la musica che aveva tramandato, solo oralmente, ai suoi fratelli», ha raccontato Ragni.

Il legame con l’identità umbra

Ragni ha ricondotto la sua ricerca musicale al rapporto con la civiltà umbra, citando una fonte classica. «”Umbri, antiquissima gens Italiae” diceva Plinio il Vecchio e con questo proponeva un quesito che neanche le indagini più approfondite hanno finora risolto», ha ricordato il musicologo, richiamando come esempio il fiume Nahars in Northumbria e reperti quali le Tavole di Gubbio, la pietra di Pievebovigliana e i bronzi del museo di Plestia.

La ricerca del suono puro

Al centro della riflessione musicale di Ragni c’è l’idea di un pianoforte privato della propria ridondanza sonora. «Privare il pianoforte della sua ridondanza è stato il compito che si sono assunti alcuni musicisti della modernità, da Webern e Cage, ma tutto era partito dal Liszt degli anni romani, quelli del “prosciugamento” di ogni vanità, alla ricerca della dimensione “francescana” del suono», ha spiegato Ragni, che ha ricordato come il compositore ungherese, «”repubblicano, francescano, socialista e massone” come amava pensarsi», avesse cercato «rifugio nel piccolo piano verticale di Santa Marta, in territorio vaticano, per esprimere, in purezza la verginità delle sue corde».

Il musicologo ha collegato questa ricerca al proprio percorso artistico: «Di questo anelito il mio “Manifesto per un suono povero”, sottoscritto in quella estate del 2012, davanti a una bellissima opera pittorico di Oscar Piattella, in una sala immensa, dove pochissimi ascoltatori si affacciarono, vuole essere il portato di questa mia per forza di cose “estrema fase creativa e riproduttiva”», ha aggiunto Ragni.

Il programma della serata

Il concerto si aprirà con una pagina di Lorenzo di Vora, compositore lombardo. «Il programma musicale che propongo si aprirà con una pagina estatica di Lorenzo di Vora: il musicista lombardo che scrisse per me, nel lontano 2013, “Quando mi parli”, una meditazione sul Crocefisso di San Damiano», ha raccontato Ragni, ricordando che l’opera si trova oggi nella cappella di destra della basilica di Santa Chiara. In programma anche brani di autori umbri contemporanei, Alessandro Zucchetti e Franco Radicchia, oltre al Cantico delle creature nella versione del Liszt degli anni romani. Ragni ha ricordato inoltre una giornata di studi sul Cantico svoltasi nell’ottobre del 2015 nella sala di San Damiano, dedicata proprio all’interrogativo su come fosse la musica originale del Cantico e su come la intonasse lo stesso Francesco. In programma anche accenni a produzioni dell’età francescana, tra cui i canti di Ildegard von Bingen e le monodie del “Jeu de Robin et Marion” di Adam de la Halle.

L’appendice del 20 settembre

Il Festival di Musica Classica 2026 avrà un ultimo appuntamento fuori programma domenica 20 settembre, sempre a Palazzo della Corgna, dedicato alla figura di Francesco Siciliani, fondatore della Sagra Musicale Umbra, il più antico festival italiano di musica sacra. La serata sarà condotta dallo stesso Stefano Ragni insieme a Maria Francesca Siciliani, regista e musicista teatrale, figlia di Francesco Siciliani, che nel 2015 aveva diretto alla Rocca Medievale di Castiglione del Lago un adattamento del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare con la partecipazione di giovani attori e cantanti italiani e del territorio.

Informazioni e prenotazioni sono disponibili al numero 075 951099, dalle 9:30 alle 19, oppure sul sito di Palazzo della Corgna.

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