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giovedì 14 Maggio 2026
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Consorzio di bonifica per il Trasimeno? Arcudi interroga la Giunta, De Luca risponde

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Prima Pagina - AdnKronos

L’ipotesi di inserire il comprensorio del lago Trasimeno in un consorzio di bonifica, con la conseguente introduzione di nuovi tributi a carico di cittadini e imprese, ha animato oggi il dibattito nell’Assemblea legislativa dell’Umbria. A sollevare la questione è stato il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc), con un’interrogazione a risposta immediata cui ha replicato l’assessore Thomas De Luca.

Per Arcudi, la posta in gioco è alta: «il lago Trasimeno rappresenta un bene ambientale, economico e turistico di rilevanza strategica per l’intera regione Umbria, nonché un patrimonio pubblico da tutelare e valorizzare con politiche strutturali e continuative». Il consigliere ha chiesto alla Giunta di chiarire «se sia confermata l’ipotesi di inserire il comprensorio del Trasimeno in un consorzio di bonifica e quali valutazioni siano state fatte sull’impatto economico che il conseguente nuovo tributo avrebbe su cittadini e imprese del territorio».

Il timore principale è di natura fiscale. Secondo Arcudi, «l’introduzione di nuovi contributi rischierebbe di scaricare sui cittadini e sulle attività economiche locali i costi derivanti da carenze organizzative e finanziarie accumulate nel tempo». La manutenzione del bacino lacustre, ha argomentato, dovrebbe essere garantita «prioritariamente attraverso risorse pubbliche regionali e statali».

L’assessore De Luca ha colto l’occasione per un affondo politico, dichiarando che «finalmente viene rotto un silenzio che è andato avanti per cinque anni nella precedente legislatura da parte del centro destra che ha costruito la propria fortuna politica dicendosi a supporto, quando erano all’opposizione, ai comitati abolizionisti dei consorzi di bonifica». Ha poi illustrato il quadro attuale: il 40% del territorio regionale è già coperto da consorzi di bonifica con propria tassazione, mentre il restante 60% è di competenza di Afor, sostenuto dalla fiscalità generale.

Sui dati 2023, De Luca ha precisato che nei tre consorzi esistenti sono stati emessi ruoli per circa 2 milioni 240 mila euro nel consorzio di bonificazione umbra, 4 milioni 680 mila euro nel consorzio Tevere Nera e 1 milione 770 mila euro nel consorzio Val di Paglia. A rendere la questione urgente è l’indicazione dell’Aubac (Autorità dell’Appennino Centrale), organo sotto il controllo del Ministero per l’Ambiente, che ha scritto alla Regione chiedendo di «garantire la copertura dell’intero territorio regionale con lo stesso livello di manutenzione attraverso la copertura di tutto il territorio regionale con consorzi di bonifica». «È un’indicazione governativa» – ha sottolineato l’assessore.

«Noi – ha proseguito De Luca – non ci tiriamo indietro dalla sfida che è all’ordine del giorno nell’ambito della messa in sicurezza del territorio in un contesto di emergenza climatica e ambientale in cui è necessario sempre di più trovare la modalità di inversione da riparazione del danno a prevenzione». L’assessore ha poi elencato le risorse già mobilitate dall’assessora Simona Meloni nell’ultimo anno: 1 milione 780 mila euro del Mase rimasti fermi e ora sbloccati; 115 mila euro per la manutenzione regionale dei fossi; 90 mila euro da finanziamenti PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per la manutenzione del Maranzano; 1 milione di euro stanziati dal commissario Dell’Acqua; 350 mila euro per la frana dell’Isola Maggiore; ulteriori 110 mila euro per il pontile del comune di Tuoro. «Si tratta di uno stanziamento di risorse senza precedenti negli ultimi decenni» – ha concluso.

Nella replica, Arcudi non si è detto soddisfatto: «l’assessore non ha fugato le nostre preoccupazioni rispetto all’interrogazione posta e quindi se c’è la volontà e la prospettiva di costruire un nuovo consorzio al lago Trasimeno». Il consigliere ha ricordato che il territorio «ha già fatto uno sforzo molto rilevante subendo una manovra fiscale che è la più grande della storia dell’Umbria», e ha lanciato una proposta alternativa netta: «Proviamo ad abolirli o comunque cerchiamo di non creare nuovi consorzi». L’auspicio finale è che «vengano previste le necessarie risorse, oltre che sulla cultura, anche su questi temi».

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