Magione è tra i cinque Comuni umbri premiati nella prima edizione regionale del premio “Waste Carbon Free – regione Umbria”, promosso da Fondazione Operate in collaborazione con Auri – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico. Il riconoscimento premia l’impegno nella riduzione dell’impatto ambientale della gestione dei rifiuti urbani, valutato anche attraverso le emissioni pro capite di CO₂ equivalente.
Cerimonia a Perugia, 22 settembre
I riconoscimenti sono stati consegnati nel corso di una cerimonia che ha riunito amministrazioni, istituzioni e operatori del settore. A ritirare il premio sono stati i sindaci e gli assessori di Bettona, Magione, Ferentillo e Narni.
Magione, turismo lacuale e termale
Magione rientra nella categoria dei Comuni del turismo lacuale e termale, insieme a Bettona (Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica), Ferentillo (Comuni non turistici e turistici non appartenenti a una categoria specifica), Narni (Comuni con popolazione tra i 15.000 e i 30.000 abitanti) e Terni (Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti).
Per la valutazione sono stati utilizzati i dati 2024 del Catasto nazionale rifiuti Ispra, applicando il modello previsto dalle linee guida per la stima dell’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti.
Un nuovo indicatore: emissioni di CO₂ pro capite
Il premio introduce una modalità di lettura delle performance ambientali che affianca alla percentuale di raccolta differenziata la misurazione delle emissioni pro capite di CO₂ equivalente. L’indicatore considera l’intero ciclo di gestione del rifiuto: dalla produzione sul territorio, passando per raccolta e trasporto agli impianti di destino, fino alle diverse forme di trattamento (riciclo, compostaggio, termovalorizzazione) e allo smaltimento finale.
«Una rilevazione di questo tipo – ha dichiarato il presidente Auri Andrea Sisti – è stata sempre un po’ nascosta perché ci sono altri effetti che vengono prodotti nella raccolta differenziata e che vanno messi nel conto della gestione sostenibile. L’economia circolare va gestita con innovazione che deve essere messa al centro per produrre effetti positivi per i cittadini. Dobbiamo fare in modo, con la prossima programmazione, che tutto questo entri nella modalità di calcolare la tariffa, per un esperimento che credo quindi sarà il primo ad essere fatto a livello europeo».
Umbria prima regione in Italia
L’Umbria è il primo territorio nel quale il modello “Waste Carbon Free” viene sperimentato e valorizzato su scala regionale. Dopo l’istituzione del premio a livello nazionale nel 2025, la declinazione regionale rappresenta una prima esperienza in Italia, con l’obiettivo di favorire il confronto tra gli enti e la diffusione di pratiche virtuose.
«Già in sede di Ecomondo c’era stata la prima manifestazione a livello nazionale ma con Operate abbiamo deciso di estendere quell’esperienza a livello regionale e di essere così i primi a sperimentare questo indicatore», ha affermato il direttore Auri Giuseppe Rossi.
«L’Umbria pur se piccola – ha aggiunto il presidente della Fondazione Operate Luca Moretti – è un incubatore di idee e di coraggio rispetto anche ad altre regioni ancora ancorate al vecchio modo di fare. Guardando i dati eccezionali questo conferma che la nostra scelta è stata appropriata e questo sarà da impulso anche per altre esperienze».
La riforma “Umbria circolare”
Apprezzamento sul premio è arrivato anche dall’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca: «È pienamente in linea con la nostra riforma Umbria circolare e quindi è utile premiare e sostenere i Comuni che raggiungono livelli virtuosi di raccolta differenziata ma anche, ovviamente, altri standard come quello dell’impronta carbonica. Stiamo quindi anche pensando di inserire questo nuovo indicatore all’interno della legge».
Il ruolo dei nuovi indicatori
Andrea Valentini, del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Operate, ha approfondito l’evoluzione della gestione dei rifiuti e il ruolo dei nuovi indicatori ambientali: «Abbiamo visto che la filiera della gestione dei rifiuti urbani – ha spiegato – è molto più articolata e complessa di quanto sembra perché nasce dalla generazione del rifiuto, dalla sua raccolta, dagli impianti di destino e ci voleva qualcosa di semplice che potesse monitorare tutti questi aspetti in un unico indice in modo che fosse facilmente confrontabile».



