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mercoledì 21 Ottobre 2026
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Iran, i falchi di Teheran invocano la bomba atomica: “E’ il momento giusto”

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Prima Pagina - AdnKronos

(Adnkronos) –
“E’ arrivato il momento” per l’Iran di dotarsi di armi nucleari. È quanto sostengono esponenti dell’ala più oltranzista del regime iraniano, riporta il Financial Times, secondo cui il dibattito sull’argomento ha subito un’accelerazione dopo la guerra con Stati Uniti e Israele e l’uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei. Tra le ipotesi, rilanciate dai ‘falchi’ di Teheran, c’è anche l’uscita dal Trattato di non proliferazione, considerato da alcuni ormai inutile per la Repubblica islamica. “Gli ultimi dati militari hanno dimostrato che dotarsi di armi nucleari per l’Iran non è un’ambizione, ma una necessità più importante del pane”, ha scritto questo mese Davoud Modarresian, commentatore politico vicino agli ambienti ultraconservatori iraniani. Il dibattito segna una svolta per la Repubblica islamica, dove sostenere apertamente la costruzione della bomba ha a lungo significato mettere in discussione l’autorità della defunta Guida suprema. Il successore e figlio, Mojtaba Khamenei, non ha chiarito pubblicamente se intenda mantenere la posizione del padre, che aveva emesso una fatwa contro le armi nucleari. Un silenzio che, secondo il Ft, ha lasciato spazio alle voci più intransigenti. 

 

La possibilità che la leadership iraniana riveda la dottrina nucleare è stata evocata anche da Hassan Ghashghavi, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, secondo cui la nuova Guida Suprema potrebbe emanare una diversa disposizione religiosa sulla questione: “Nessuno può fermarlo”, ha affermato il mese scorso. L’obiettivo indicato dai sostenitori della svolta è costruire un “ciclo completo di deterrenza” per impedire che si ripetano attacchi e negoziati, mentre alcuni guardano alla Corea del Nord come esempio di un arsenale atomico capace di scoraggiare interventi stranieri. 

La posizione non è però condivisa da tutti. Hossein Marashi, esponente riformista, ha dichiarato ai media che “più importante dell’arricchimento e della salvaguardia dei risultati nucleari è la salvaguardia dell’Iran e della Repubblica islamica”. Anche Ali Vaez, esperto di Iran dell’International Crisis Group, ha osservato che la guerra ha rafforzato quanti considerano l’arma atomica “la deterrenza definitiva” per un Paese esposto a un attacco esistenziale. Ma, ha aggiunto, Teheran potrebbe puntare a conservare le proprie infrastrutture nucleari e usarle come leva negoziale per ottenere concessioni economiche e di sicurezza, anziché avviare apertamente la corsa alla bomba. 

Per ora, sottolinea il Financial Times, non risulta che l’Iran abbia deciso di dotarsi di armi nucleari. Due alti funzionari iraniani hanno inoltre riferito al quotidiano che un’uscita dal Tnp non è una priorità immediata. “La nostra politica sul Tnp non è ancora cambiata, ma questo non significa che non possa cambiare in futuro”, ha dichiarato uno dei due.  

 

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