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mercoledì 24 Luglio 2024
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Visitata da oltre 2000 persone la mostra Rodari-Munari al Museo della pesca di Magione

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Con oltre duemila visitatori, e 250 bambini e bambine che hanno partecipato ai laboratori rivolti alle scuole collegati ai temi proposti, si chiude la mostra “La rivoluzione della fantasia. Rodari, Munari e gli altri tra punti e linee” allestita al Museo della pesca di San Feliciano, Magione, organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione in collaborazione con Comunicareleditoria e Sistema Museo. Premiato così il grande sforzo organizzativo dell’Assessorato alla cultura che ha visto, a fianco degli istituti culturali del Comune di Magione, importanti enti e privati tra cui la casa editrice Corraini di Mantova, con cui Munari lavorò oltre vent’anni, la Biblioteca Augusta di Perugia, la Biblioteca Rodari di Corciano, il Liceo artistico indirizzo design Suor Orsola Benincasa di Napoli e il Museo del giocattolo di Perugia per la sezione permanente. Le mostre temporanee, che si sono succedute durante il periodo di apertura da maggio 2022 a gennaio 2023, sono state realizzate in collaborazione con il Comitato ricerche associazione pionieri (CRAP), la Biblioteca comunale Luigi Fumi e Centro Studi Gianni Rodari di Orvieto, Einaudi Ragazzi, Edizioni Corsare, Libreria Libri Parlanti di Castiglione del lago.

Una mostra in perpetuo movimento, a partire dal nutrito cartellone di eventi, tra i quali il continuo rinnovarsi della sezione di mostre temporanee, in cui si sono alternati allestimenti e approfondimenti che hanno messo in luce singoli aspetti degli autori. In particolare, quelli dedicati all’editoria per l’infanzia, per continuare con numerose proposte di laboratori creativi per le scuole e le famiglie, letture, presentazione di libri. Singoli eventi sono stati organizzati in collaborazione con le scuole di Magione: Circolo didattico e Istituto omnicomprensivo Giuseppe Mazzini, la proloco di San Feliciano, l’Associazione La Strada, Circolo lettori ad alta voce (LaAV) di Magione, Associazione Rolando Ferri, proloco San Savino. L’iniziativa ha visto la presenza di numerosi ospiti tra cui si ricordano la scrittrice Silvia Vecchini, il presidente del Crap Carlo Zaia, il professor Pino Boero, amico e studioso della figura di Gianni Rodari. Nella sala barca sono state inoltre allestite mostre collaterali che hanno interpretato, con diverse modalità, il tema della fantasia tra cui quella fotografica di Stefano Stefanoni e “Immagina Dante”, percorso espositivo e narrativo curato da Claudia Cheruzzi.
Grazie alla postazione della creatività, collocata al termine del percorso, i visitatori sono stati invitati a sbizzarrirsi nella costruzione di libricini tattili o illeggibili utilizzando il kit famiglie, fornito gratuitamente, contenente forbici, colla e materiali vari.
Inoltre, la società cooperativa Sistema Museo gestore della struttura e collaboratrice nell’organizzazione dell’esposizione, ha proposto con successo diversi laboratori didattici per la scuola.

“Oltre al grandissimo apprezzamento ottenuto grazie ai laboratori gratuiti organizzati la seconda domenica di ogni mese – fa sapere Federica Volpi, responsabile per Sistema Museo del Museo della Pesca e del lago Trasimeno –, si è riscontrato un esito estremamente positivo delle didattiche rivolte alle scuole, con percorsi tematici dedicati alle poetiche e ai personaggi dei due autori. Sono oltre 250 i bambini che, dal mese di novembre, hanno svolto le attività dedicate alla mostra (sia all’interno del Museo della Pesca e del Lago Trasimeno che a scuola), scegliendo uno dei numerosi percorsi proposti: Passeggiando con Giovannino, Insalata di favole alla Gianni Rodari, Creando con Munari e Bosco tattile.”
Visto il grande interesse suscitato e le numerose richieste, la prosecuzione delle attività didattiche sarà garantita fino alla fine dell’anno scolastico 2022/2023 in entrambi i contesti: a scuola e al museo. I laboratori sono prenotabili dal sito www.sistemamuseo.it nella sezione Servizi Educativi

“Un risultato – commenta l’assessore Vanni Ruggeri – davvero prezioso, che conferma la capacità del Museo della Pesca di farsi qualificato contenitore culturale e laboratoriale per progettualità di ampio respiro, anche al di fuori del tradizionale perimetro di interessi scientifici legati al Trasimeno. La scelta di lavorare per un’intera stagione espositiva su un unico tema, lungi dal rappresentare un limite, ha invece permesso la costruzione di un vasto palinsesto di esperienze e attività tra loro coordinate, in grado di rinnovare costantemente il percorso di senso offerto dal progetto espositivo, di costruire partenariati e collaborazioni importanti e, soprattutto, di differenziare pubblico e fruitori. La mostra è diventata così, secondo la migliore lezione di Rodari e Munari, un caleidoscopio in movimento generatore di per sé stesso di nuovi significati, proiettato verso la contaminazione di altri spazi e luoghi della cultura del territorio e soprattutto matrice di una proposta didattica ed educativa largamente apprezzata dalle istituzioni scolastiche. Una scelta, felice intuizione dei curatori, certamente da confermare, nella volontà di costruire una proposta culturale originale e frutto di ricerca, ma al contempo non occasionale, episodica o peggio effimera, capace di promuovere attività, mobilitare sinergie e fare del museo quello spazio aperto e dinamico che merita di essere.”

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