spot_img
martedì 14 Aprile 2026
spot_img

Unione dei Comuni del Trasimeno nel mirino di FdI: “Ente inefficace, e’ ora di valutare alternative”

Da leggere

Prima Pagina - AdnKronos

Il futuro dell’Unione dei Comuni del Trasimeno torna al centro del dibattito politico locale. A sollevare la questione è Alessandro Moio, presidente provinciale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale a Passignano sul Trasimeno, che chiede una valutazione seria e senza preconcetti sull’organismo sovracomunale, mettendo sul tavolo anche l’ipotesi di soluzioni alternative.

«È necessario aprire una riflessione seria e senza pregiudizi sul futuro dell’Unione dei Comuni del Trasimeno», afferma Moio, che vanta una lunga esperienza diretta nelle istituzioni del territorio, sia come consigliere comunale sia come consigliere dell’Unione stessa.

Un bilancio negativo dopo dieci anni

La valutazione di Moio sull’Unione è netta e si radica in anni di osservazione dall’interno. «Da anni sono impegnato nelle istituzioni locali — ricorda — e ho sempre espresso una posizione chiara: l’Unione, così come è stata costruita e gestita, si è dimostrata un ente poco efficace e sostanzialmente inutile rispetto agli obiettivi per cui era stata istituita».

Le criticità elencate dal consigliere sono strutturali: pochissimo personale, assenza di reale autonomia finanziaria e una guida politica che definisce «estremamente farraginosa». A testimonianza di quest’ultimo punto, Moio sottolinea come «da mesi i sindaci non riescano a individuare una presidenza stabile», segnale — a suo avviso — di un organismo che non riesce a darsi una direzione.

Il caso Tuoro e le possibili soluzioni

Moio apprezza apertamente la posizione espressa dal sindaco di Tuoro sul Trasimeno Maria Elena Minciaroni. «Considero corretta e coraggiosa la presa di posizione del sindaco di Tuoro — ha dichiarato — : o si trova il modo per far funzionare davvero l’Unione, oppure è più utile restituire le deleghe alla Regione».

Sul fronte delle alternative concrete, il presidente provinciale di FdI ne individua due: il ritorno a una gestione diretta del lago da parte della Regione, «eventualmente tramite la Provincia come avveniva in passato», oppure «la creazione di un ente di gestione specifico, dotato di competenze e risorse adeguate». Due strade diverse, accomunate dall’obiettivo di dare al Trasimeno strumenti più efficaci rispetto a quelli attuali.

Collaborazione sì, ma che funzioni davvero

Moio precisa che la sua critica non mette in discussione il valore della cooperazione tra i comuni del territorio, che resta «fondamentale su temi strategici come turismo, infrastrutture, ambiente e gestione del lago». Il punto, sottolinea, è la qualità di quella cooperazione.

«La cooperazione tra enti deve essere efficace, trasparente e realmente utile ai cittadini — ha concluso Moio —. Per questo è arrivato il momento di valutare con serietà costi, funzioni e risultati dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, senza difese ideologiche di modelli che non hanno funzionato». Un invito al pragmatismo rivolto a tutte le forze politiche del territorio, a partire da quelle che attualmente governano la maggior parte dei comuni dell’area.

Trasimenonline è accessibile liberamente e senza costi.
Ciò è possibile anche grazie al supporto di coloro che ci sostengono, convinti che un'informazione accurata sia fondamentale per la nostra comunità.
Se hai la possibilità, unisciti al nostro sforzo con una semplice donazione.





Può interessarti anche

Cerca nel sito

 

Ultime notizie

spot_img
spot_img