Tsa Trasimeno servizi ambientali ha presentato il Bilancio di sostenibilità e il Bilancio sociale, documenti redatti su base volontaria che illustrano le attività e gli obiettivi dell’azienda nel campo ambientale e sociale. L’iniziativa si è svolta alla sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, alla presenza di rappresentanti istituzionali e tecnici.
Oltre al presidente di Tsa Federico Malizia e il consigliere delegato Alessio Lutazi erano presenti anche la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, il consigliere regionale Cristian Betti e Katia Ciancabilla di Integra Esg Partner Network.
Interventi istituzionali
«Grazie a Tsa per aver presentato su base volontaria il Bilancio di sostenibilità per il secondo anno e quello sociale per la prima volta. Due concetti che vanno tenuti insieme. Viviamo tempi difficili per cui è importante che i governi, a tutti i livelli e di qualsiasi colore, riconoscano la crisi climatica e agiscano di conseguenza. Per cui l’economia circolare, la gestione dei rifiuti sono importanti e vanno gestiste con professionalità come fa Tsa» – ha commentato la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi.
«Un’azienda come Tsa ha il dovere e la possibilità di indagare anche su aspetti come quello sociale, di comunità e legati alla governance. Tsa ha scelto di fare questo con grandissima forza e quanto illustrato nei Bilanci dimostra un’azienda che lavora nel ciclo integrato dei rifiuti può produrre importanti performance anche in ambito sociale e di impatto positivo con le comunità a cui il proprio servizio si rivolge» – ha sottolineato il consigliere regionale Cristian Betti.
Bilancio di sostenibilità
Il Bilancio di sostenibilità, il secondo redatto da Tsa, rappresenta, secondo il presidente Federico Malizia, «non solo uno strumento di rendicontazione, ma anche un momento di condivisione del percorso intrapreso e dei risultati conseguiti in ambito sostenibile». Malizia ha evidenziato che il documento testimonia l’impegno dell’azienda nell’integrare i principi Esg (Environmental, Social e Governance) nelle attività aziendali, considerati un riferimento per valutare l’impatto delle operazioni e generare valore nel lungo periodo.
«La gestione dei rifiuti urbani e assimilabili rappresenta il cuore delle nostre attività ed è guidata dai principi dell’economia circolare. In particolare, le nostre azioni sono orientate a ridurre la produzione dei rifiuti, promuovere il recupero e la valorizzazione dei materiali raccolti in modo differenziato e limitare il ricorso alla discarica alla sola frazione non recuperabile» – ha evidenziato Malizia – «La tutela dell’ambiente è un impegno quotidiano che si accompagna alla responsabilità verso i territori serviti, gli utenti e i nostri collaboratori».
Certificazioni e impegno sociale
Il consigliere delegato Alessio Lutazi ha ricordato che Tsa ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere e ha avviato un percorso che ha portato alla certificazione PAS 24000 per il sistema di gestione sociale. «In continuità con questo impegno, l’azienda ha avviato un ulteriore percorso che ha portato all’ottenimento della certificazione PAS 24000 – Sistema di Gestione Sociale, con l’obiettivo di rafforzare e sistematizzare le proprie politiche in materia di diritti umani, condizioni di lavoro, equità e benessere organizzativo» – ha sottolineato Lutazi.
Guardando alle prospettive, Lutazi ha aggiunto: «Continueremo a sviluppare le nostre attività nel segno della sostenibilità, consapevoli che questo approccio rappresenti un fattore distintivo e parte integrante della nostra identità».
Il bilancio sociale
Il Bilancio sociale è redatto in conformità alla norma BSI PAS 24000:2022, integrata con la UNI PdR 125:2022, e rappresenta uno strumento di trasparenza verso gli stakeholder e un supporto alla certificazione di parte terza.
«Durante la Certificazione, gli Ispettori hanno analizzato in maniera approfondita il sistema adottato dalla Tsa con la corrispondenza dei criteri Pas 24000. In particolare, l’attenzione è stata da subito incentrata sul diritto al salario dignitoso e sulla scelta dei parametri tecnici nazionali ed internazionali quali Inps, ILO (organizzazione internazionali del Lavoro), metodologia ANKER (della Global Living Wage Colation), da utilizzare per il living wage. L’esito finale di questo confronto piuttosto incisivo è che Il salario dignitoso non corrisponde al concetto di salario minimo di sussistenza garantito al lavoratore ma a quello di salario adeguato ad esprimere una vita libera e dignitosa sia del lavoratore che della sua famiglia. Il sistema Tsa si pone la Responsabilità sociale di garantire e monitorare che le remunerazioni minime siano sufficienti per una vita dignitosa e soprattutto correlata a competenze e responsabilità» – ha spiegato Katia Ciancabilla di Integra Esg Partner Network.



