Legambiente Umbria interviene nel dibattito sull’ipotesi di installare impianti fotovoltaici galleggianti sul Lago Trasimeno, proposta da Fabio Roggiolani di Ecofuturo e bollata come “follia” dal consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc): secondo l’associazione ambientalista la tecnologia non risolve la crisi del bacino, ma merita di essere valutata con serietร per i possibili benefici su acqua ed emissioni climalteranti.
La replica di Legambiente ad Arcudi
“Siamo alla follia” aveva dichiarato nei giorni scorsi Arcudi, commentando l’ipotesi di valutare impianti fotovoltaici galleggianti sul lago, oggi a -191 centimetri dallo zero idrometrico e a rischio di toccare quota -200 entro la fine di agosto 2026. Legambiente Umbria ha invitato invece a ragionare con piรน realismo e meno ideologia, sostenendo che al Trasimeno, come in altri bacini e canali, il fotovoltaico galleggiante puรฒ contribuire a mantenere l’acqua nel lago e a produrre energia rinnovabile.
ยซVa detto con chiarezza che questa proposta non nasce come soluzione definitiva della crisi del Trasimeno, e sarebbe scorretto raccontarla cosรฌ. Ha perรฒ il merito di aver scosso il torpore di una politica regionale e nazionale troppo spesso distratta dalla realtร incombente del cambiamento climatico. Bollarla come ‘follia’ significa chiudere per pregiudizio una riflessione che meriterebbe di essere approfonditaยป ha dichiarato Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria.
I dati sulla crisi idrica regionale
Secondo Legambiente Umbria, il torpore denunciato stride con i dati presentati lo scorso luglio 2026 durante la sesta tappa umbra della Goletta dei Laghi. Il primo Bilancio Idrico Regionale, realizzato dall’Universitร degli Studi di Perugia nell’ambito del progetto Gov4Water, registrerebbe in Umbria circa due millimetri di pioggia in meno ogni anno, con il Trasimeno tra le aree a maggiore riduzione di disponibilitร idrica. Un quadro che l’associazione ritiene coerente con il report “Laghi sotto pressione”, che nel 2025 aveva rilevato un abbassamento di circa 160 centimetri e una temperatura superficiale di 0,79 gradi oltre la media 1995-2020.
I possibili effetti dei pannelli flottanti
Sul piano tecnico, secondo quanto riportato da Legambiente Umbria, gli studi disponibili indicherebbero che una copertura di pannelli flottanti, anche limitata a poche unitร percentuali della superficie di uno specchio d’acqua, potrebbe ridurre l’evaporazione fino al 30% nell’area coperta, generando al contempo energia rinnovabile senza consumo di suolo. Come ricordato da Roggiolani, ogni metro quadro di fotovoltaico installato corrisponderebbe a circa 2,6 metri cubi d’acqua non evaporata e a circa 50 chilogrammi di CO2 evitati.
Vincoli ambientali dell’area protetta
Legambiente Umbria sottolinea che il Trasimeno รจ area naturale protetta, sito Ramsar e zona Natura 2000 (SIC/ZPS, Sito di Interesse Comunitario/Zona di Protezione Speciale), e che qualunque ipotesi di impianto galleggiante andrebbe sottoposta ad analisi e valutazione di impatto ambientale su acqua, fauna e avifauna, con un confronto pubblico e trasparente con comunitร locali, pescatori, operatori turistici ed enti del Parco.
Le ricadute economiche sul territorio
Per l’associazione, la crisi del Trasimeno รจ anche una crisi economica, con cali di presenze nelle strutture museali che avrebbero raggiunto il 34% e difficoltร di navigazione e di accesso alle darsene. Il fotovoltaico galleggiante, sostiene Legambiente, va collocato accanto alle misure strutturali che il bacino richiede, non al loro posto, senza rimuovere per ideologia ogni ipotesi tecnologica nรฉ annunciare un progetto isolato senza una cornice di piano.
ยซAl Trasimeno serve meno propaganda e piรน scienza, sia quando si evoca la ‘follia’ di una tecnologia ancora da valutare, senza prima aver fatto i conti con l’acqua che manca, sia quando si ipotizzano interventi che non tengono conto del contesto ambientale e climatico nel quale ormai ci troviamoยป ha concluso Zara.



