La Lega Trasimeno, per voce del segretario Giacomo Sottili, chiede al Comune di Castiglione del Lago di chiarire obiettivi, contenuti ed eventuale impiego di risorse pubbliche per il convegno «Aisha’ria – L’habeas corpus femminile nella giurisprudenza islamica», dedicato ai diritti delle donne.
Il convegno in programma
La conferenza si terrà sabato 7 novembre 2026 – ricorda Sottili – con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Il segretario ha diffuso quindi una comunicazione in cui contesta la scelta del tema alla luce delle discriminazioni subite dalle donne in diverse aree del mondo.
«Mentre tante donne nel mondo lottano per la propria libertà, il Comune di Castiglione del Lago promuove un convegno sui diritti femminili nella giurisprudenza islamica. Una scelta che merita chiarezza, soprattutto alla luce delle gravi discriminazioni che ancora colpiscono milioni di donne in diverse parti del mondo», ha dichiarato il segretario della Lega Trasimeno.
Le contraddizioni indicate dalla Lega
Sottili ha precisato di non mettere in discussione la liceità dell’approfondimento. «Approfondire una religione e una tradizione giuridica è legittimo e nessuno mette in discussione la libertà di ricerca e di dibattito culturale. Ma quando si parla di diritti delle donne, occorre avere il coraggio di affrontare anche le contraddizioni più scomode», ha aggiunto.
Tra i casi citati dal segretario figurano le donne afghane, private dei diritti fondamentali dal regime talebano, le limitazioni imposte in Iran, i matrimoni forzati e le discriminazioni giuridiche che, a suo giudizio, persistono in alcuni Paesi a maggioranza musulmana.
«I diritti delle donne sono universali e non possono essere subordinati alla religione, alla tradizione o all’ideologia» – ha sottolineato Sottili – «Non possiamo indignarci per le discriminazioni in Occidente e abbassare la voce quando le stesse libertà vengono negate altrove.»
Le domande al Comune
La Lega chiede all’amministrazione di spiegare quali siano gli obiettivi culturali e istituzionali dell’evento e se nel corso dell’incontro verranno affrontate anche le criticità indicate. Sottili domanda inoltre se per l’iniziativa siano state impiegate risorse pubbliche e, in caso affermativo, di rendere noti gli importi e i criteri di assegnazione.
«Difendere la dignità femminile significa farlo sempre, senza doppi standard e senza selezionare le battaglie in base alla convenienza politica o culturale. La libertà di studiare, lavorare, scegliere chi sposare, divorziare e vivere senza violenze non è negoziabile. Su questo non possono esserci ambiguità», ha concluso Sottili.




