Il Comune di Passignano sul Trasimeno è stato condannato al pagamento di un risarcimento da oltre 33mila euro nei confronti di Vincent Rameschi, titolare dell’impresa Rameschi Auto, per i danni economici subiti tra il 2017 e il 2019. Come spiega un articolo di Umbria24, lo ha stabilito il Tar dell’Umbria, riconoscendo un nesso diretto tra la perdita di fatturato dell’azienda e il rilascio di un permesso edilizio in sanatoria, poi dichiarato illegittimo, che aveva consentito l’attività di un’officina concorrente in un capannone abusivo.
Il verdetto rappresenta un nuovo capitolo di una vicenda giudiziaria iniziata oltre un decennio fa e culminata, a inizio 2025, con la chiusura dell’autofficina Eurocar, operante nello stabile al centro della disputa. La struttura, realizzata su un terreno destinato a servizi pubblici, era stata oggetto di un primo annullamento del permesso di costruzione già nel 2011. Nonostante ciò, il Comune aveva tentato modifiche al piano regolatore per regolarizzare l’opera, ma anche tali interventi sono stati respinti dai giudici.
Nel 2017, l’amministrazione ha rilasciato un nuovo permesso in sanatoria basandosi su una diversa classificazione urbanistica. Tuttavia, anche questo atto è stato dichiarato nullo in via definitiva nel 2022, con la magistratura che ha sancito “l’insussistenza in radice dei presupposti richiesti dalla normativa edilizia”.
Secondo la sentenza riportata da Umbria24, l’impresa Rameschi, attiva nella zona sin dal 1978, ha subito un danno economico concreto a causa della concorrenza esercitata da Eurocar, che ha potuto operare grazie a un titolo edilizio dichiarato poi illegittimo. Il Tar ha rigettato le argomentazioni difensive del Comune – che attribuivano le difficoltà economiche dell’impresa a fattori interni – definendo “inconfutabile” e “inescusabile” l’errore dell’amministrazione.
A pesare è anche una sentenza della Corte dei Conti del novembre 2023, che ha individuato il dolo nella condotta del dirigente comunale responsabile del rilascio del permesso edilizio, nonostante i reiterati pronunciamenti contrari della giustizia amministrativa. La vicenda è ora nelle mani della Procura regionale della Corte dei Conti per ulteriori valutazioni.
L’amministrazione comunale di Passignano sul Trasimeno valuterà se presentare appello.



