Con un grande abbraccio collettivo al Trasimeno si è chiusa lo scorso fine settimana una straordinaria edizione del Festival dei Cammini. Sabato 27 e domenica 28 a Paciano, Panicale e sulle colline di Castiglione del Lago le ultime giornate della seconda edizione molto ricca di eventi, spalmata in tre fine settimana di settembre e che ha toccato tutto il territorio del Trasimeno.
Il comitato organizzatore e promotore si è allargato a cinque associazioni: oltre a “La Via Romea Germanica” c’è l’associazione “L’olivo e la ginestra”, l’“ASD Filippide”, l’“Uisp Umbria” e “I borghi più belli d’Italia”. All’iniziativa partecipano i Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale e Passignano sul Trasimeno con l’Unione dei Comuni del Trasimeno e del Gal Trasimeno Orvietano. Il comitato è aperto a tutti e si augura di coinvolgere ancora altre associazioni territoriali per le prossime edizioni.
Cosa è successo al Festival dei Cammini? Spettacoli, musica e concerti vissuti in serate di comunità e condivisione per vivere la magia del territorio e del Lago Trasimeno; “Aspettando la Marathon Bike”, organizzata da “MTB Trasimeno” con partenza e arrivo a Villastrada, la rievocazione storica della traversata a nuoto del Lago Trasimeno organizzata da Uisp Umbria. E poi trekking a piedi e a cavallo, percorsi in carrozza: tutti modi diversi di vivere il territorio, tutti con lo stesso spirito di condivisione e voglia di stare all’aria aperta. Convegni, incontri e riflessioni su pace, cultura e ambiente che hanno reso unica l’edizione 2025.
«Il festival ha mandato messaggi – spiegano gli organizzatori – sul cambiamento climatico che è chiaramente in corso ed è anche qui: servono buone pratiche e strategie territoriali. Poi sulla situazione del lago a cui occorre dare rapide risposte, prevedendo da un lato l’ampliamento del bacino e dall’altro la manutenzione ordinaria, rivedendo nelle aree urbane gli attuali vincoli. Infine, che i cammini hanno un potenziale di sviluppo significativo ma che necessitano di manutenzione nei sentieri e di riaprire tratti dismessi. Per concludere, se amiamo il Trasimeno, dobbiamo tutti averne più cura».



