Mettere in relazione scuola, servizi e territorio per accompagnare gli studenti con disabilità verso il lavoro senza interruzioni. È l’obiettivo del workshop promosso dal Servizio di Accompagnamento al Lavoro (S.A.L.) dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, che a Città della Pieve ha riunito istituzioni, operatori e scuola per individuare strumenti e percorsi condivisi.
Workshop a Palazzo Corgna
L’incontro si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Corgna ed è stato organizzato dal S.A.L., gestito dalla Cooperativa Frontiera Lavoro. Presenti rappresentanti della scuola, della USL Umbria 1 e dell’Unione dei Comuni, chiamati a confrontarsi su buone prassi e modalità innovative per facilitare il passaggio degli studenti con disabilità dal percorso formativo a quello lavorativo.
Interventi istituzionali
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini, che ha evidenziato il valore della gestione associata dei servizi sociali nell’Unione dei Comuni. Con lui Monica Sanchini, assistente sociale e referente del S.A.L. per i Comuni del lago. A fornire indicazioni operative sono stati gli operatori dell’équipe tecnica del servizio, Gaetano Fiacconi, Anna Protani e Paola Candori, insieme alla presidente della cooperativa Roberta Veltrini, che ha richiamato esperienze maturate in altri territori umbri.
Il contributo della scuola
Il punto di vista degli istituti è stato portato da Roberto Bassano dell’Istituto “Rosselli Rasetti” di Castiglione del Lago. I lavori sono poi entrati nel vivo con il coinvolgimento degli insegnanti di sostegno e delle figure per l’inclusione degli istituti superiori “Calvino” e “Rosselli Rasetti”, che hanno segnalato difficoltà nel dialogo con il tessuto produttivo e nella costruzione di percorsi chiari per le famiglie al termine della scuola.
Tre ambiti di confronto
I partecipanti si sono divisi in tavoli di lavoro su tre macro aree. La prima ha riguardato l’orientamento precoce, con l’ipotesi di introdurre dal terzo anno delle superiori strumenti per costruire un portfolio di competenze e autonomie utile anche nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro. La seconda si è concentrata sulla continuità tra scuola e servizi territoriali, con l’obiettivo di evitare che le famiglie debbano ricominciare da zero nel rapporto con i servizi sanitari. La terza ha affrontato il tema del cosiddetto “matchmaking” tra domanda e offerta, per rendere il S.A.L. parte attiva nella definizione di progetti personalizzati già prima dell’uscita dal percorso scolastico.
Rete territoriale coinvolta
Ai tavoli hanno partecipato anche assistenti sociali della USL Umbria 1, operatori del Servizio Riabilitazione Età Evolutiva del Trasimeno e il coordinatore degli assistenti sociali dell’Unione dei Comuni. Presenti inoltre Maura Macchiarini per F.I.S.H Umbria ETS e per l’Osservatorio regionale sulla disabilità, insieme agli operatori di ARPAL Umbria Fabio Bocci e Marta Montanari, impegnati nel collocamento mirato previsto dalla legge 68 del 1999.
Verso protocolli condivisi
Gli orientatori di Frontiera Lavoro attivi nei S.A.L. di Perugia e Assisi hanno raccolto le conclusioni dei tavoli. Nei prossimi giorni è atteso un report con le proposte emerse, che potrebbero tradursi in protocolli operativi condivisi tra scuole, USL Umbria 1 e Unione dei Comuni. L’iniziativa punta a ridurre il divario tra la fine del percorso scolastico e l’ingresso nel mondo del lavoro per le persone con disabilità.




