Nel dibattito cittadino sulla presenza della bandiera della pace arcobaleno sul frontespizio del municipio di Magione, il consigliere comunale Elia Francesco Fiorini, a nome del gruppo Azione Civica – Alternativa per l’Umbria, esprime forti critiche nei confronti dell’amministrazione.
Fiorini ha dichiarato che, indipendentemente dalle opinioni personali sul riconoscimento di uno Stato di Palestina, il sindaco dovrebbe ricordare come le istituzioni non siano di proprietà della giunta comunale, ma appartengano a tutti i cittadini.
Il consigliere sostiene che persino coloro che hanno contribuito all’elezione del primo cittadino non necessariamente approverebbero un uso che ha definito privatistico e fazioso dell’istituzione comunale, ritenendo che vi sia stato un abuso dei poteri di indirizzo politico. Secondo il rappresentante di Azione Civica – Alternativa per l’Umbria, il semplice voto di maggioranza non basterebbe a giustificare le scelte dell’amministrazione di fronte alle proprie responsabilità istituzionali. Ricorda inoltre che sia il sindaco sia il segretario comunale sarebbero stati più volte invitati, in diverse sedi e in occasione di incontri ufficiali, a rimuovere la bandiera della pace dal palazzo municipale.
Il consigliere ha spiegato che, a suo avviso, la presenza di quel simbolo sarebbe lesiva del principio di neutralità delle istituzioni e persino della dignità della bandiera nazionale, collocata poco distante sulla facciata del municipio. Ha affermato che il tricolore rappresenterebbe l’appartenenza dell’ente comunale allo Stato e dunque anche i cittadini che non si riconoscerebbero in quella bandiera multicolore, ritenuta un simbolo strumentale di un’area politica con cui il gruppo consiliare non si identifica.





