Il lago Trasimeno è cresciuto di 7 centimetri tra il 28 dicembre 2025 e il 10 gennaio 2026, più dei 2 centimetri riportati in nostri articoli precedenti (LEGGI QUI e LEGGI QUI). La precisazione arriva dall’associazione Trasimeno da Tutelare, che ha documentato l’incremento attraverso le rilevazioni della tabella presente sul pontile di San Feliciano: da -170 cm a -163 cm rispetto allo zero idrometrico. L’associazione stima che, con il completamento dello scolo di fossi e torrenti, si possa arrivare a 10 cm di crescita del livello dall’inizio del 2026.
Il dato iniziale di 2 centimetri proveniva dall’analisi dell’ANBI (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue), che aveva definito l’accrescimento “appena accennato”. La differenza tra le due rilevazioni potrebbe essere legata ai tempi di misurazione e al ritardo con cui l’acqua dalle precipitazioni raggiunge effettivamente il bacino lacustre. Le precipitazioni della prima settimana del 2026 hanno portato piogge abbondanti sulle pianure dell’Italia centro-meridionale e neve lungo la dorsale appenninica.
Nonostante la crescita più consistente di 7 centimetri, il dato resta preoccupante se rapportato alla crisi idrica del lago. Alla fine di ottobre 2025, il Trasimeno si attestava a -168 metri rispetto allo zero idrometrico, segnando il trentaseiesimo anno consecutivo sotto lo zero e il secondo peggior valore mai registrato per ottobre, superato solo dal minimo del 2003. La severità della situazione è classificata come alta, con le precipitazioni autunnali che hanno registrato un crollo del 57,2% a ottobre rispetto ai valori di riferimento.
L’incremento di 7 centimetri, pur superiore alle stime iniziali, conferma la risposta lenta del bacino lacustre alle precipitazioni. Gli eventi piovosi concentrati nel tempo e nello spazio riducono l’effettiva infiltrazione dell’acqua nel suolo e hanno effetti disomogenei sul territorio. La situazione evidenzia la necessità di interventi strutturali per garantire stabilità al bacino. È in fase di predisposizione il cantiere per l’impianto filtrante che permetterà l’adduzione dell’acqua da Montedoglio, con un apporto previsto di 10 milioni di metri cubi all’anno a partire da fine gennaio.






