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giovedì 10 Settembre 2026
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Ospedale Castiglione, La Voce dei Cittadini: “Servizi di base non garantiti”

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Prima Pagina - AdnKronos

Con la riapertura del nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Agostino di Castiglione del Lago, l’associazione La Voce dei Cittadini chiede che al completamento dei lavori segua la “normalizzazione dei servizi” di un presidio classificato come ospedale di base. Secondo l’associazione, diverse prestazioni previste dagli standard nazionali non sarebbero ancora assicurate, mentre cresce il numero di pazienti dirottati verso l’ospedale di Città di Castello.

La riapertura del Pronto Soccorso

Lunedì 13 luglio 2026 ha riaperto ufficialmente il Pronto Soccorso dell’ospedale di Castiglione del Lago, al termine di un intervento di riqualificazione e ampliamento avviato nel 2017 e costato 4.642.822 euro. La direzione dell’Usl Umbria 1 ha definito la struttura “integralmente rinnovata”, con il ripristino dell’accesso originario vicino all’ingresso principale e la fine delle criticità legate all’accorpamento temporaneo delle attività.

Già a fine 2025, dopo la consegna dell’ultimo stralcio dei lavori avvenuta il 23 settembre, l’Usl aveva annunciato la conclusione del cantiere “entro la prima decade di gennaio 2026”, precisando che il servizio era rimasto comunque regolare grazie a una riorganizzazione in spazi ridotti.

“Ospedale di base solo sulla carta”

“Con la riapertura dei locali del nuovo Pronto Soccorso, che ha visto conclusa la lunga ristrutturazione del S. Agostino, doveva seguire la fase di normalizzazione dei servizi erogati di un ospedale classificato di base”, scrive l’associazione La Voce dei Cittadini in una nota. Secondo il gruppo, “un ospedale di base secondo gli standard normativi del Decreto Ministeriale 70/2015 deve garantire una serie di servizi che ancora non ci sono all’ospedale di Castiglione”.

Il DM 70/2015 definisce i presidi ospedalieri di base come strutture con bacino d’utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti, dotate di Pronto Soccorso e di specialità “ad ampia diffusione territoriale” come Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia e Anestesia, oltre a servizi di supporto h24 di Radiologia, Laboratorio ed Emostasi, e a letti di Osservazione Breve Intensiva.

Dirottamenti verso Città di Castello

L’associazione denuncia che “sono sempre più i cittadini che dovrebbero essere curati a Castiglione, mentre vengono dirottati all’ospedale di Città di Castello, di riferimento per il Trasimeno secondo le direttive della Usl, con tutti i disagi che ne consegue per intere famiglie”. La protesta si concentra sul rischio di un “progressivo depotenziamento” del presidio castiglionese, che “di base rischia di mantenere solo il nome sulla carta”.

“Noi vogliamo che il nostro ospedale possa dare le garanzie di un vero ospedale di base”, conclude La Voce dei Cittadini, chiedendo alle istituzioni risposte concrete sulla dotazione effettiva dei servizi e sull’organizzazione della rete ospedaliera nel territorio del Trasimeno.

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