Una piccola assemblea democratica ha preso vita tra i banchi di scuola. Lo scorso 6 marzo si è insediato il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Paciano, nato dalla collaborazione tra l’Istituto Comprensivo Statale Panicale Piegaro Paciano e il Comune. Un’esperienza che ha trasformato studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado in protagonisti attivi della vita civica locale.
Il percorso non è stato improvvisato. Prima dell’insediamento, una fase preparatoria ha definito regolamenti e procedure. I ragazzi hanno quindi vissuto in prima persona la dinamica elettorale: logo, lista e programma elettorale, con tanto di campagna per convincere i compagni di classe.
«Il prezioso lavoro svolto dagli insegnanti della scuola secondaria di primo grado (Scuola Media), coordinati dai docenti Fratini, Bittoni e Barulli – ha spiegato il sindaco di Paciano Luca Dini – ha portato gli allievi ad aderire con entusiasmo, nonché alla predisposizione di Logo, Lista e Programma elettorale. Dal lato della Amministrazione Comunale, l’efficace coordinamento operativo svolto dall’Assessore alla Scuola Chiara Rosi ha permesso l’approvazione unanime in Consiglio Comunale.»
L’impatto dell’iniziativa ha coinvolto l’intera classe, non solo i candidati. Anche chi non si è presentato alle elezioni ha preso parte attiva al processo, maturando consapevolezza sull’importanza del confronto e della ricerca di soluzioni condivise.
La dirigente scolastica Aurelia Brita ha inquadrato il senso pedagogico dell’esperienza: «Una esperienza – ha dichiarato – che insegna in maniera empirica agli allievi l’importanza del dialogo, della condivisione con gli altri e delle regole democratiche da rispettare.»
I risultati sono già concreti. Il Consiglio ha organizzato un’uscita didattica a Rondine – Cittadella della Pace, lavorato al miglioramento della biblioteca scolastica, pianificato un evento dedicato allo sport e uno in occasione della Giornata della Terra. In aggiunta, ha avanzato al Comune una richiesta formale di interventi strutturali.
«In questa maniera – ha concluso Dini – cogliamo l’obiettivo di far crescere ragazze e ragazzi con la consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, con l’aggiunta della difficoltà di organizzare e gestire attività ed iniziative.»



