La Camera del lavoro di Perugia e la Funzione pubblica Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) di Perugia hanno ribadito alla Regione Umbria le proprie proposte per il nuovo Piano regionale dei rifiuti, con un focus sulla tutela occupazionale dei lavoratori del settore. L’iniziativa è arrivata a margine di un incontro pubblico a Magione, al Nuovo Cinema Carpine, che ha riunito quasi un centinaio di persone tra lavoratori, istituzioni regionali e locali e vertici di Tsa-Trasimeno servizi ambientali.
L’incontro a Magione
L’appuntamento ha coinvolto, oltre ai lavoratori, gli assessori regionali Thomas De Luca e Simona Meloni, il consigliere delegato di Tsa-Trasimeno servizi ambientali Alessio Lutazi, il presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno Giulio Cherubini e il segretario generale della Cgil di Perugia Simone Pampanelli. Il coordinamento della tavola rotonda è stato affidato al segretario della Fp Cgil di Perugia, Fabrizio Cecchini. Tra il pubblico era presente anche il consigliere regionale Cristian Betti.
Le richieste del sindacato
La relazione sindacale è stata illustrata dal segretario regionale della Fp Cgil Umbria, Michele Agnani, secondo cui il nuovo Piano regionale dei rifiuti deve tenere insieme innovazione e tutela del lavoro. «Innovazione, efficientamento, nuovi modelli organizzativi e economia circolare» – ha sottolineato il segretario regionale della Fp Cgil Umbria, Michele Agnani – «non possono trascurare alcuni punti irrinunciabili: tutela occupazionale, nel pieno rispetto della clausola sociale e del Ccnl dell’Igiene ambientale; salvaguardia delle professionalità e delle competenze; qualità del servizio; valorizzazione delle specificità territoriali, soprattutto in aree fragili e a forte vocazione turistica come il Trasimeno; costruzione di filiere regionali dell’economia circolare; salvaguardia dell’indotto economico e occupazionale.»
La riorganizzazione del settore
Il sindacato collega le proprie richieste alla riorganizzazione in corso del ciclo dei rifiuti in Umbria, che prevede il passaggio dagli attuali 12 gestori a un unico soggetto gestore. Per la Fp Cgil la trasformazione richiede garanzie precise sulla salvaguardia occupazionale e salariale degli attuali 1.600 addetti umbri del settore.
Il caso Tsa nel Trasimeno
Nel comprensorio del Trasimeno opera la società a maggioranza pubblica Tsa-Trasimeno servizi ambientali, su cui l’incontro ha acceso un focus specifico. L’azienda conta 160 dipendenti diretti, di cui 31 donne, oltre a diversi lavoratori dell’indotto impiegati presso imprese del territorio. La raccolta differenziata nell’area supera mediamente il 70% e ha raggiunto gli obiettivi fissati dalla Regione, in un bacino che conta oltre 75mila abitanti e che raddoppia nei periodi di maggiore afflusso turistico.
La risposta della Regione
All’incontro ha replicato l’assessore regionale Thomas De Luca, che ha fatto proprie le istanze presentate dalla Fp Cgil sulla salvaguardia occupazionale e salariale dei lavoratori. De Luca ha dato disponibilità al rispetto della clausola sociale, del Ccnl (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) e dei contratti integrativi, oltre che alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa preventivo con le organizzazioni sindacali, la Regione e l’Auri prima dell’espletamento delle procedure di gara.
L’appello ai sindaci
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al segretario generale della Cgil di Perugia, Simone Pampanelli, che ha invitato i sindaci presenti ad avviare un confronto per arrivare preparati alla gara di affidamento con una visione condivisa, capace di unire il patrimonio pubblico delle municipalità a un indirizzo strategico che trasformi l’attuale sistema in un modello regionale integrato. Pampanelli ha messo in evidenza i punti comuni emersi dagli interventi dei vari relatori. «Il ruolo del pubblico come elemento di garanzia, controllo e indirizzo irrinunciabile per il futuro del settore; per questo continueremo nel percorso di partecipazione negli altri ambiti della provincia», ha evidenziato Pampanelli.



