La Voce dei Cittadini ha riaperto il dibattito sull’apporto di acqua dalla diga di Montedoglio al lago Trasimeno tramite l’impianto del Paganico. Secondo quanto sostenuto nella nota, l’opera resterebbe inutilizzata, mentre il bacino lacustre attraversa una crisi idrica.
Un’opera nata per il Trasimeno
Stando alla ricostruzione riportata, l’impianto del Paganico fu realizzato perché, al momento della decisione di costruire la diga di Montedoglio, si convenne di creare le condizioni per alimentare il Trasimeno al bisogno. La diga doveva servire anche la Valdichiana e il Perugino. La scelta fu presa nonostante l’opposizione dei comitati ambientalisti dell’epoca.
Collaudo nel 2015, nessuna apertura
L’impianto è stato collaudato nel 2015, ma secondo la nota non sarebbe ancora stato messo in funzione. All’epoca, si legge, si parlava di fornire al Trasimeno almeno 15 milioni di metri cubi di acqua. Quel volume avrebbe contribuito a innalzare il livello del lago di circa 15 centimetri l’anno. Per La Voce dei Cittadini questa resta l’unica possibilità di ottenere risultati apprezzabili contro la crisi idrica del lago.
L’accordo di giugno 2025
Nel giugno 2025, a Castiglione del Lago, le Regioni Umbria e Toscana avevano raggiunto un accordo con la regia del commissario straordinario Dell’Acqua. Secondo la nota, l’intesa sembrava aprire nuove condizioni per l’uso dell’acqua del Montedoglio, già prevista nei programmi che avevano dato il via libera alla diga. La Regione Toscana, sempre stando alla nota, non l’avrebbe mai ratificata. La Regione Umbria l’avrebbe ratificata in Giunta e avrebbe poi ritirato la delibera.
La richiesta al commissario
La Voce dei Cittadini si chiede che fine abbia fatto l’accordo. Chiede inoltre che il commissario straordinario per il Trasimeno, indicato come garante dell’intesa, intervenga su una situazione definita «sempre più ingarbugliata». A giudizio dell’associazione, il lago non può restare prigioniero di diatribe politiche mentre sta sprofondando.




