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lunedì 24 Giugno 2024
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“L’impronta dell’acqua”, a Panicale l’ultima tappa con la mostra di Roberto Ghezzi

Domenica 2 aprile inaugurazione della mostra le “naturografie” di Roberto Ghezzi in esposizione a San Sebastiano

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Approda a Panicale “L’impronta dell’acqua”. Ultima tappa del ciclo di incontri di presentazione, domenica 2 aprile alle ore 10 la mostra diffusa di Arpa Umbria verrà inaugurata presso la Chiesa di San Sebastiano, alla presenza dell’artista Roberto Ghezzi, della curatrice Mara Predicatori e di rappresentanti di Arpa e dell’Amministrazione comunale di Panicale. “L’impronta dell’acqua” è un progetto promosso da Arpa in collaborazione con Roberto Ghezzi (artista, scultore e pittore del paesaggio naturale) e Mara Predicatori (curatrice e storica dell’arte), realizzato con il sostegno della Fondazione Perugia e in partnership con l’Unione dei Comuni del Trasimeno, i Comuni di Castiglione del Lago, Corciano, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno e le associazioni Laboratorio del Cittadino e Faro Trasimeno.

Protagoniste del progetto sono le Naturografie© di Ghezzi, opere inedite che riescono a creare un ponte tra arte e scienza. Si tratta di tele create secondo un processo studiato dall’artista affinché sia la natura stessa a lasciare traccia di sé su supporti collocati nell’ambiente naturale per lunghi periodi.
Grazie a questa prassi, l’autore è in grado di restituire al pubblico opere di grande fascinazione estetica, ma anche capaci di fungere da matrici di raccolta degli organismi tipici dell’ambiente naturale.
Per valorizzare la conoscenza del Parco Regionale del Lago Trasimeno, sono stati individuati alcuni habitat in cui l’artista ad agosto 2022 ha installato tessuti pretrattati che sono stati prelevati ad ottobre e trasformati in opere d’arte, le Naturografie di lago.

Da un punto di vista scientifico, l’impronta che la natura ha lasciato su queste tele, che sarà oggetto di analisi ecologica da parte di Arpa Umbria, offre una lettura delle peculiarità ambientali ed ecologiche del Trasimeno e diventa occasione per una narrazione dei caratteri distintivi delle specie animali e vegetali che popolano le acque di questo lago laminare, il più grande dell’Italia peninsulare, e il suolo dell’Elceta di San Leonardo, tra le più antiche e importanti leccete ad alto fusto dell’Umbria.
Il progetto ha previsto anche lo sviluppo di un percorso educativo e didattico che ha coinvolto, da un lato, alcune classi dell’Istituto Rosselli-Rasetti di Castiglione del Lago e, dall’altro, alcune studentesse del Corso di Pedagogia e didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia.

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