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domenica 14 Aprile 2024
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“Il volo dell’ape”, il romanzo d’esordio di Lorenzo Lanari con il Trasimeno grande protagonista

Da leggere

Un romanzo d’esordio che tocca tanti aspetti della vita: gli incontri, le scelte, le opportunità prese al volo e quelle mancate. Con un punto di partenza e di chiusura dedicato al Trasimeno. Sì, perché “Il volo dell’ape”, prima opera letteraria di Lorenzo Lanari, classe 1978, nato a Perugia e residente a Passignano, ha nel lago umbro uno dei suoi luoghi nevralgici.

Il libro, edito da Graphe, racconta la storia di Michele Panelli, un ragazzo che cresce fra le api, creature misteriose la cui organizzazione si basa su ruoli e comportamenti definiti. Il romanzo non è però tanto incentrato sulle api, quanto sulle persone: esseri umani che nascono senza sapere se diverranno operaie o nutrici, ceraiole o fuchi destinati a un veloce sacrificio; che devono, quindi, cercare il proprio destino e costruire il proprio posto nel mondo.

Una grande metafora per spiegare cosa accadrà anche al protagonista della storia: un ragazzo impacciato e immaturo scoprirà passo dopo passo l’anima nascosta l’ape bottinatrice, quella che viaggia lontano lungo una mappa che nemmeno sapeva di conoscere, e che riporta poi sempre a casa. Michele, fra semplici avventure e tragedie sfiorate, incontrerà la sua regina e con lei costruirà un alveare della sua esatta misura.

Una storia del genere fa subito pensare a dei tratti autobiografici. Lorenzo Lanari, infatti, si è laureato a Roma in lingue e letterature straniere e ha diretto per quattro anni la Scuola Superiore di Mediatori Linguistici di Perugia. Eppure la voglia di provare nuove esperienze lo ha portato all’estero, a Madrid, insieme alla sua famiglia, prima di fare rientro nuovamente a Passignano.

Nonostante questo, la storia di Lorenzo non si sovrappone totalmente con quella di Michele, protagonista dell’opera: “Chi scrive un romanzo per la prima volta – spiega l’autore – passa necessariamente per alcuni tratti della propria esperienza. Nel romanzo sono quindi sicuramente presenti dei bagliori di vita vissuta, pur non essendo affatto autobiografico; è forse giusto dire che si tratta, in alcuni punti, di un romanzo autobiografico nelle sensazioni vissute, non nelle esperienze affrontate”.

E poi il lago, che è luogo del cuore: “Si tratta di un romanzo – afferma Lanari – nel quale il protagonista respira, assapora, gusta fino in fondo le città e i luoghi nei quali vive. È un uomo sposato da poco, che con la sua famiglia vive… ‘da poco più di due anni in un piccolo e accogliente appartamento al terzo piano di una palazzina sita in un paese che si affaccia sul lago Trasimeno’. Questa frase, estrapolata dal primo capitolo del romanzo, descrive il suo attuale habitat, il lago Trasimeno, un posto che ama e che gli ha permesso di ritrovare ‘quel retrogusto fruttato tipico del vino di qualità”’.

Il Trasimeno apre e chiude l’esperienza di Michele, il protagonista del libro, che nella sua vita prima abbandona il paesaggio lacustre per affrontare nuove esperienze a Roma e Madrid, e poi ritorna, da uomo “più o meno maturo”, nel posto che l’ha visto nascere. Anche Roma e Madrid sono descritte in maniera intensa, perché il giovane Michele le vivrà succhiandone “in stile L’attimo fuggente, l’intero midollo”.

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