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domenica 14 Aprile 2024
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Scuole chiuse al Trasimeno causa covid, si rientra il 15 febbraio

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I sindaci si adeguano, seppur continuando a nutrire perplessità sulla forma e sul merito, al provvedimento di ordinanza di cui Usl Umbria 1 “richiede l’emissione” ai circa trenta comuni umbri con maggior incidenza di nuovi casi su 100mila abitanti. Una richiesta esplicita da parte dell’Autorità sanitaria che segue un lungo confronto tra la Regione e le amministrazioni i cui territori presentano dati epidemiologici più alti della media regionale.

Dopo la prima lettera di semplice “invito a valutare” la possibile chiusura delle scuole di primo e secondo grado, inoltrata due giorni fa dalla Presidente Tesei, – si legge nelle pagine Facebook dei comuni lacustri – i sindaci avevano fin da subito ravvisato dubbi sulla eventuale inibizione delle attività didattiche in presenza. Senza l’utilizzo della formula dell’ordinanza regionale, così come più volte richiesto dai primi cittadini, ma con il meccanismo di “richiesta di emissione di ordinanza comunale”, l’Autorità sanitaria regionale ha poco fa trasmesso ai comuni l’indicazione – nei fatti vincolante – con cui impone la sospensione dell’attività didattica in presenza per le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per la durata di 14 giorni a partire da domani.

Per tale motivo i Sindaci stanno provvedendo alla pubblicazione delle nuove misure, anche al fine di dar seguito alle azioni che l’Autorità sanitaria ha individuato per prevenire il rischio di aggravamento della situazione epidemiologica e per scongiurare l’ingresso della Regione Umbria in Zona Rossa.
“Già da lunedì 15 febbraio – si legge – sperando che tale azione abbia avuto un proficuo effetto sui dati pandemici, gli alunni delle nostre scuole potranno tornare in aula. Un grazie a tutte le famiglie e ai ragazzi per questo sacrificio”.

Indicazioni “cogenti” di adottare misure per limitare i contagi Covid, che prevedono tra l’altro la sospensione delle lezioni in presenza in tutte le scuole, sono state date dal Servizio igiene e sanità pubblica territoriale a 31 Comuni umbri, quasi tutti della provincia di Perugia, che presentano una maggiore incidenza di casi. Lo ha annunciato l’Anci al termine della riunione di oggi. Le ordinanze dovranno essere adottate dai singoli Comuni che ne stabiliranno anche la decorrenza.

Nella lettera dell’Isp – è detto in una nota di Anci Umbria – si legge che “in considerazione del progressivo diffondersi del Covid-19 sul territorio, tenuto conto che tale diffusione determina un grave rischio per la salute pubblica, si richiede l’emissione di provvedimento ordinativo contingibile ed urgente finalizzato all’adozione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19”, fra cui, appunto, la sospensione dell’attività didattica. All’incontro hanno preso parte anche il direttore regionale della Sanità Claudio Dario e il commissario per l’emergenza Covid Massimo D’Angelo i quali hanno ribadito “la necessità dei provvedimenti anche a scopo preventivo, considerato il tasso di propagazione molto elevato dell’infezione”. Per quanto riguarda i comuni sotto i 5 mila abitanti, il direttore Dario ha assicurato che sarà fatta “un’analisi di contesto con evidenza delle specifiche misure di gestione della situazione epidemica da condividere con il sindaco”.

“I sindaci – commenta il presidente facente funzioni di Anci Umbria, Michele Toniaccini – hanno evidenziato che qualora le condizioni epidemiologiche dovessero consentirlo, e in accordo con le autorità sanitarie locali, si potrà procedere a una revisione del provvedimento. Inoltre, è stato anche chiesto che ci siano maggiori controlli sui territori, oltre a quelli effettuati dalla polizia municipale, per non vanificare le misure restrittive adottate con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione fra enti e istituzioni diversi, con l’unico interesse di tutelare la salute dei cittadini, agendo non solo per contenere la curva epidemiologica, ma anche a scopo preventivo”.

I Comuni coinvolti sono Gubbio, Magione, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, Piegaro, Città della Pieve, Panicale, Castiglione del Lago, Fratta Todina, Deruta, Collazzone, Marsciano, San Venanzo, Torgiano, Perugia, Corciano, Bevagna, Montefalco, Valtopina, Foligno, Spello, Sellano, Nocera Umbra, Gualdo Cattaneo, Trevi, Calvi dell’Umbria, Amelia, Lugnano in Teverina, Attigliano, Giano dell’Umbria e Montegabbione. Provvedimenti restrittivi sono stati già adottati da quasi tutti i Comuni mentre per quanto riguarda la scuola alcuni, come Gubbio, hanno già annunciato lo stop alle lezioni in presenza e altri, Marsciano, che l’attività didattica proseguirà regolarmente.

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