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domenica 21 Aprile 2024
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Bimbo morto a Po’ Bandino, donna sottoposta a fermo per omicidio

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Con il figlio di due anni insanguinato in braccio una donna è entrata in un supermercato di Po’ Bandino e lo ha adagiato sul nastro trasportatore di una cassa, chiedendo aiuto. I momenti drammatici che si sono consumati venerdì pomeriggio nella tranquilla frazione di Città della Pieve sono ora al vaglio degli inquirenti che hanno sottoposto a stato di fermo per omicidio la quarantaquattrenne di nazionalità ungherese. Il provvedimento è stato adottato dal sostituto procuratore Manuela Comodi dopo avere interrogato la donna. Questa – secondo quanto si è appreso – non avrebbe fatto ammissioni su quanto successo. Nella borsa però è stato trovato un coltello che è ora al vaglio degli investigatori per stabilire se si tratti dell’arma del delitto.

Venerdì pomeriggio, quando è stato soccorso, il bambino presentava ferite da taglio al petto. La donna, sia al personale del supermercato sia agli investigatori dell’Arma, è apparsa in stato confusionale e avrebbe fornito diverse versioni ritenute contrastanti sul perché di quelle lesioni risultate mortali. Dopo avere lasciato il bambino non si è allontanata, ma è rimasta sul posto venendo quindi bloccata dai carabinieri. Il personale dell’Arma ha immediatamente avviato le indagini, anche con i militari specializzati nei rilievi scientifici, e transennato l’area attorno al supermercato. E proprio all’esterno del supermercato è stato trovato un passeggino con alcune tracce di sangue, uno degli elementi al vaglio degli investigatori, coordinati dalla Procura di Perugia, che stanno in queste ore cercando di ricostruire quello che è successo. Transennato anche un casolare dismesso e abbandonato a poche centinaia di metri dal supermercato. Anche qui sono in corso i rilievi.

Tra le ipotesi quella che il bambino possa essere stato ferito nei pressi dello stabile e poi portato nel negozio. Non è però ancora chiaro se il piccolo fosse già deceduto quando la donna lo ha portato nel supermercato. Per stabilire come, quando e dove sia morto gli inquirenti sono in attesa dei rilievi del medico legale. Uno dei punti principali da chiarire è dove e come siano state provocate le ferite. La donna e il bambino non vivevano a Città della Pieve ma in una casa famiglia fuori regione. All’estero si troverebbe invece il padre. L’indagine dovrà ora accertare come e perché il bambino e quella che sembra essere la madre si trovassero a Città della Pieve. “Quello che è certo – ha detto il sindaco del centro umbro Fausto Risini – è che si tratta di una grande tragedia accaduta in un centro piccolo e tranquillo, ora sconvolto. Siamo vicini alla famiglia e a chi sta provando tanto dolore in questo momento”.

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